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giovedì, Gennaio 22, 2026

“A mio marito”

Editoriali"A mio marito"


“A mio marito”
Il ricordo di Amerigo Battista, dirigente delle Poste a Campobasso, scomparso di recente a seguito di un male incurabile, in una commovente riflessione della moglie, Alessandra Mazzeo.

Non si può seppellire l’amore
non è una cosa palpabile
non è un corpo
non è cenere
è l’amore.
È l’autostrada di notte per Venezia
è il battello che hai affittato tutto per me, che solca il lago dorato per farmi visitare, fuori
orario, il giardino incantato
è i mondiali di atletica a Roma con lo statuario Carl Lewis
è Omio che vince l’ultima di Bologna Arcoveggio
è il tuo dirigere l’incanalamento delle auto per il traghetto per l’Elba per andare in vacanza
è la canzone inventata dai figli sulle balle di fieno nei campi, lungo le strade d’estate
è la cena di Capodanno con la squadra di calcio del Bologna e il ballo con Pirlo
è fare colazione al bar alle 5 del mattino o alle 2 del pomeriggio
è il Palazzo Topkapi a Istanbul con i luccicanti smeraldi
è il “Ma quanti gettoni avete?” messaggiato ai nostri figli dagli amici in fila per giocare
è mandarsi i bacetti dalle nostre postazioni ai computer di casa
è il bouquet di fiori ad ogni occasione
è il Racconto di Natale di Dino Buzzati, che trabocca di Dio
è l’incalzante telecronaca del gioco di carte “Cavalli”
è festeggiare ogni anno i 3 momenti salienti della nostra storia
fino a che il Grande Croupier non ha pronunciato il fatidico
rien ne va plus

Grazie, Mito, della grande vita che mi hai regalato,
la tua Mita per sempre

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