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martedì, Gennaio 20, 2026

Coldiretti Molise a Strasburgo in difesa di agricoltori e consumatori

AttualitàColdiretti Molise a Strasburgo in difesa di agricoltori e consumatori

Anche Coldiretti Molise è presente oggi a Strasburgo, con il presidente ed il direttore regionale, Claudio Papa e Aniello Ascolese, fra gli oltre mille soci provenienti da tutta Italia, in difesa di agricoltori e consumatori europei. Guidati dal presidente nazionale, Ettore Prandini, e dal segretario Generale, Vincenzo Gesmundo, anche i dirigenti molisani dell’Organizzazione chiedono a gran voce di fermare le importazioni sleali di cibi che non rispettano gli standard europei e mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori.
“Dopo Bruxelles siamo qui a Strasburgo – afferma Claudio Papa – per contrastare la follia della firma dell’accordo Mercusur. Non è possibile portare avanti questo accordo a queste condizioni perché non c’è reciprocità e con esso ci ritroveremo ad essere invasi da merce senza controllo, senza regole, a danno degli agricoltori e dei consumatori europei e italiani”.

“Le fondamenta dell’Europa sono nell’agricoltura – gli fa eco il direttore Ascolese – e Coldiretti non può e non potrà mai accettare che quest’Europa dimentichi la sua storia. Continueremo la nostra battaglia – aggiunge Ascolese – perché riteniamo che la reciprocità debba essere alla base di ogni accordo. Le stesse regole che seguono le imprese agricole in Europa devono essere rispettate da chi vuole vendere da noi, da qualunque Paese voglia esportare. Servono, inoltre – aggiunge Papa – più controlli, perché ora solo il 3% delle merci viene fisicamente verificato nei porti e alle frontiere”.
La deriva autocratica e ideologica imposta da Ursula Von der Leyen, spiega Coldiretti, sta uccidendo l’agricoltura europea e mettendo a rischio la sovranità alimentare del continente. La Commissione ha il dovere di difendere le produzioni europee, i cittadini consumatori e la sicurezza del cibo. Se Von der Leyen non garantisce subito reciprocità, controlli e trasparenza nel commercio internazionale, deve lasciare il suo incarico e abbandonare subito le follie che ad oggi hanno contraddistinto la sua gestione antidemocratica.

La Commissione Von der Leyen ha trasformato l’agricoltura in un laboratorio ideologico gestito da tecnocrati che ignorano i territori produttivi, scaricano costi e vincoli sulle imprese europee e spalancano i mercati alla concorrenza sleale globale. Coldiretti chiede anche trasparenza totale con origine obbligatoria in etichetta per tutti i prodotti e abolizione dell’inganno del codice doganale dell’ultima trasformazione. La Commissione predica ideologia e impone burocrazia: 100 giorni di lavoro sottratti ogni anno alle aziende agricole per obblighi inutili, mentre senza reciprocità il commercio diventa un’arma contro l’Europa.

“Per queste ragioni – annuncia Papa – la mobilitazione di Coldiretti proseguirà senza sosta, finché la Commissione non abbandonerà la linea suicida che ha imposto e non ripristinerà un quadro politico e commerciale capace di difendere agricoltura, cittadini e sovranità alimentare europea.

“Continuiamo la nostra protesta sul tema della trasparenza – sottolinea il presidente di nazionale Ettore Prandini – nell’interesse delle imprese agricole ma soprattutto dei cittadini consumatori. Vogliamo dare garanzie sulla qualità dei prodotti e, soprattutto, assicurare che i cibi importati rispettino esattamente le stesse regole e gli stessi standard ai quali sono sottoposte le nostre imprese. Questo vale per il Mercosur, ma vale anche per tutti gli accordi futuri che verranno siglati: abbiamo la necessità di dare certezza e tutela al lavoro dei nostri agricoltori. La nostra battaglia – conclude Prandini – continuerà oggi, nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, finché non otterremo elementi chiari di trasparenza e di coerenza da parte della Commissione europea”.

“Siamo qui per denunciare la necessità che, partendo proprio dal Mercosur, tutti i prodotti che importiamo in Europa e soprattutto in Italia siano pienamente tracciabili – dichiara il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo – Noi abbiamo fotografato nel porto di Rotterdam quella che possiamo definire la porta degli inferi: le cose più schifose che arrivano in Italia. È quindi necessario – prosegue Gesmundo – che partendo da questa grande capacità di mobilitazione popolare, si possa arrivare non solo al concetto di reciprocità, ma a un controllo che riguardi tutte le merci che importiamo, sia dal punto di vista della qualità sia, soprattutto, da quello della salubrità. I Paesi dai quali importiamo prodotti e derrate alimentari – conclude – utilizzano ancora fitofarmaci e veleni che in Europa sono stati banditi da oltre quarant’anni. Questo non è pensabile né auspicabile: non possiamo continuare in questa direzione”.

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