
Il tassello mancante potrebbe arrivare dall’autopsia. Domani mattina presto, al cimitero comunale di Penne, dove Andrea Costantini è sepolto, il suo corpo verrà riesumato.
Poco dopo il corpo verrà trasportato all’ospedale di Pescara, dove Cristian D’Ovidio, medico legale e docente all’università D’Annunzio di Chieti eseguirà l’autopsia.
L’uomo di 38 anni lavorava in un supermercato a Termoli, dove viveva insieme alla compagna. Il cadavere fu trovato nella cella frigorifera del market lo scorso 15 settembre.
Il caso, in un primo momento, era stato archiviato come suicidio. Ma a questa tesi si è da subito ribellata la famiglia, chiedendo di approfondire le indagini.
Nella richiesta di riapertura del fascicolo, presentata dall’avvocato Piero Lorusso che rappresenta la famiglia di Costantini, ci sono diversi punti da chiarire.
Oltre all’esame del corpo, che presenterebbe segni al collo (l’uomo si sarebbe tolto la vita accoltellandosi), è spuntata anche la questione dei filmati. Il legale ha chiesto l’acquisizione dei video del supermercato del giorno della morte, ma anche quelli delle telecamere a circuito chiuso presenti nella villetta della coppia.
Su questo elemento, però, la novità è che quei video, collegati ad una applicazione sul cellulare di Costantini, non sarebbero andati perduti, come ipotizzato da alcuni organi di stampa. La stessa compagna ha precisato che i video sono ancora tutti presenti sulla App del cellulare. L’avvocato Lorusso ha già chiesto che venga acquisito lo smartphone del commesso che sarebbe ancora in possesso della compagna.
La donna non si è mai opposta a nessuna delle richieste presentate, ma ha sempre smentito eventuali dissapori tra lei ed Andrea che pare fossero nati dall’acquisto di un terreno.
La Procura di Larino, titolare delle indagini, procede per omicidio e istigazione al suicidio.
Le prime risposte potrebbero arrivare già domani.


