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lunedì, Gennaio 12, 2026

Referendum giustizia, la Camera Penale di Isernia spiega le ragioni del sì

AttualitàReferendum giustizia, la Camera Penale di Isernia spiega le ragioni del sì

«Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?»

Si avvicina la data del referendum sulla giustizia. I cittadini saranno chiamati alle urne il 22 e il 23 marzo per approvare, o meno, il testo della riforma, che prevede anche la separazione delle carriere. Il presidente della Camera Penale di Isernia, Francesco La Cava, ha chiarito le ragioni del voto favorevole.

“La Camera Penale di Isernia vota ‘sì’ per la ragione più semplice ed ovvia: la riforma non è altro – ha spiegato il presidente Francesco La Cava – che l’attuazione del giusto processo di cui all’art. 111 della Costituzione. Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. Questo realizza il “si” al voto.
Continuare ad avere un Pubblico Ministero (che non è un Giudice, visto che non emette sentenze “in nome del Popolo Italiano”) che appartiene allo stesso Ordine Giudiziario del Giudice (che invece emette sentenze “in nome del Popolo Italiano”) non garantisce il principio di terzietà richiesto dalla norma Costituzionale. Il Giudice oltre che essere terzo deve anche apparire terzo.
In modo ancora più chiaro: chi è sottoposto a un processo vuole la garanzia di un Giudice che appartenga a un “ordine Giudiziario” diverso da chi lo accusa.
La separazione delle carriere – ha continuato – è una maggiore garanzia di indipendenza per l’intera Magistratura, sia giudicante che requirente. In nessuna parte della legge di riforma si parla o ipotizza la dipendenza del Pubblico Ministero, ancor meno del Giudice, alla politica, sono entrambi soggetti soltanto alla legge.
La riforma non è una questione politica né un attacco alla Magistratura ma è un rafforzamento dello Stato Democratico – ha concluso La Cava – con una Magistratura che garantisce il pieno rispetto delle leggi in attuazione dei Principi Costituzionali”.

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