Riceviamo e publichiamo la nota del Partito Comunista dei Lavoratori del Molise
Cinque gennaio, una giornata al pronto soccorso verso mezzogiorno: una signora ci dice che la “situazione è fuori controllo” , poi apprendiamo che in effetti si erano concentrati oltre 40 pazienti e che il personale sanitario aveva estreme difficoltà (e ciò nonostante vi faceva fronte al meglio).
Utenti e loro parenti ovviamente lamentavano le ore di attesa, e a volte la non sempre possibile migliore attenzione nell’accoglienza dei malati per la fretta di scappare da un paziente all’altro.
Conseguenza della carenza di organico del Veneziale, questione sollevata anche con la “tenda del sindaco”, tra i problemi immediati da risolvere.
Sicché è stata diffusa la notizia di una “riunione” tra una parte della minoranza della destra consiliare di Isernia, il governatore regionale di destra ed il dirigente ASREM (quello della “Isernia poca attrattiva come causa dei mali del Veneziale”).
Ma tutta l ’Isernia dotata del minimo buon senso comune ha capito che si trattava di una delle solite commedie della destra locale, inconcludente, peraltro recitata al caldo di poltrone vellutate giustapposte al freddo della tenda-presidio del sindaco.
Solo un deleterio scopo elettoralistico a difesa del governo Meloni e del suo epigono regionale: fuorviare la popolazione rassicurandola con notizie non risolutive e già note, ingannarla con false promesse e immaginifiche tutele dell’ospedale, in pratica solo in vuoti auspici apodittici e mera fuffa.
Ma soprattutto di indebolire l’iniziativa popolare intorno al “presidio della tenda del Veneziale” in difesa dell’ospedale, che quanto meno ha posto problemi seri e reali, suscitando un’attenzione nazionale ed ha smosso le acque in modo più incisivo.
Non solo: Roberti e la dirigenza ASREM devono spiegare, sulla correttezza dello stesso piano istituzionale, perché hanno convocato questa patetica riunione con la minoranza consiliare di destra (una parte politica) prima ancora di una seria riunione istituzionale col sindaco, tanto più nonostante che il “presidio del sindaco nella tenda” con diffuso sostegno popolare fosse giunto persino alla ribalta nazionale.
Ma a prescindere dalla ennesima farsa della minoranza consiliare di destra, rimane la tragedia dei fatti che potrà essere ribaltata solo dalla mobilitazione popolare contro i tagli antisociali e le privatizzazioni del governo e delle politiche locali:
le carenze di organico (ad esempio su Pronto soccorso: 4 medici su 13; radiologia: 3 su 12); Ortopedia è stata chiusa; Oncologia e Psichiatria funzionamento incostante, e ci sarebbe altro. Nel POS si paventa la chiusura del punto nascita o di emodinamica a Isernia o a Termoli. Con i pericoli alla cura della salute che tutto ciò crea ad esempio a Isernia su un bacino di 80 mila utenti.


