Da Salcito riparte da battaglia di Martina, da alcuni giorni il paese è di nuovo senza giornali. Questa la sua lettera aperta:
Mi chiamo Martina D’Alessandro, e gestisco un’attività a Salcito, in Molise. Oggi, dopo dieci anni, mi ritrovo a scrivervi con un dolore profondo, perché, per la seconda volta, ci hanno privati del servizio edicola.
Nel 2015, l’allora distributore di riviste e quotidiani mi costrinse a chiudere la mia attività di edicola. Per farlo, mi imponeva una richiesta inaccettabile: un “pizzo” mascherato da contributi e fidejussioni per garantire il servizio di distribuzione. La stessa sorte toccò a 138 edicole in Molise, privando migliaia di cittadini dell’accesso ai giornali. E tutto questo accadeva nonostante l’editore e il distributore fossero già ben remunerati per il servizio: un diritto che dovrebbe essere garantito a ogni comune che abbia un’edicola.
Sono seguiti anni di lotte, cause e richieste senza fine, ma la nostra voce, la mia voce, è finita nel nulla.

Nel 2023, l’ingresso dell’azienda Di Canto Spa nel mercato della distribuzione molisana aveva portato un piccolo miracolo: la riapertura di 50 edicole, tra cui la mia. Queste edicole hanno dimostrato che la distribuzione è assolutamente possibile in ogni comune del Molise, smontando così l’idea, errata e infondata, che la chiusura delle edicole fosse dovuta a una presunta “crisi dei giornali” causata dai social o dalla bassa vendita. La realtà è un’altra: la morte delle edicole è stata causata esclusivamente da chi oggi ha ripreso in mano la distribuzione, continuando a danneggiare chi, come noi, ha speso anni di impegno e risorse per mantenere viva la cultura e l’informazione sul territorio.
Ora, dal 1° gennaio 2026, siamo di nuovo al punto di partenza. Le edicole sono morte di nuovo, e con esse è morta l’informazione, la cultura e il diritto dei cittadini all’accesso alla conoscenza. Migliaia di utenti non possono più acquistare un quotidiano, non hanno più accesso alla carta stampata.
La mia edicola, come quella di molti altri, è di nuovo vuota. Gli scaffali e gli espositori, acquistati negli anni con sacrificio, tornano a essere inutili. La frustrazione, il dolore e la rabbia che proviamo in momenti come questi li conosciamo solo noi, che ci siamo sempre impegnati per mantenere viva l’informazione sul nostro territorio.
Chiedo con forza che qualcuno prenda in mano la situazione e garantisca il diritto fondamentale di ogni cittadino ad accedere all’informazione. È un diritto sacrosanto che non può essere negato! Noi non ci fermeremo qui, dovete aiutarci
Martina D’Alessandro


