A cura di Francesco Brunale.
Il 2025 è stato un anno pieno di soddisfazioni per la Magnolia che ha collezionato un terzo posto in campionato, un titolo italiano under 19 e una storica qualificazione in Eurocup. Ma andiamo con ordine. Il 5 gennaio La Magnolia centra il suo primo obiettivo stagionale, ovvero la qualificazione alle Final Four di Coppa Italia superando tra le mura amiche l’ostico San Martino di Lupari, da sempre uno degli avversari più duri da affrontare per Meldere e compagne. Sette giorni più tardi le campobassane vincono nuovamente in casa contro Derthona migliorando la propria classifica. Si arriva al giorno di San Valentino, quando a Torino vanno in scena le final four di Coppa Italia. Alle molisane tocca l’avversario più forte, ovvero il Famila Schio. Le ragazze di Sabatelli lottano strenuamente, se la giocano alla pari per quasi tutto il match, ma alla fine devono cedere l’onore delle armi alle loro avversarie. A fine marzo, precisamente il giorno 27, termina la regular season con i fiori di acciaio che perdono una partita ininfluente per la classifica contro la Reyer Venezia. La settimana successiva è già tempo di playoff e sulla strada di Campobasso si frappone, ancora una volta, Geas Sesto San Giovanni per il remake della serie della scorsa stagione. Gara uno è un tappone dolomitico per le molisane che si trovano quasi sempre sotto nel punteggio. Nel finale una strepitosa Sara Madera si prende le luci del palcoscenico e quasi da sola porta la sua squadra in vantaggio nella serie. Questo successo dà una micidiale energia a tutto l’ambiente, tanto che il 6 aprile in Lombardia non c’è storia. Tutto funziona a meraviglia, a partire dalla difesa per finire con un attacco preciso e chirurgico ed in questo modo la Magnolia, per la seconda volta nella sua storia, accede alle semifinali scudetto dove trova nuovamente la Reyer Venezia. Si parte il 16 aprile e in quella circostanza le lagunari si impongono con una certa facilità, anche se l’impressione che rimane a tutti, tifosi e non, è che Campobasso possa mettere in difficoltà le avversarie.

Ed infatti, due giorni dopo, si verifica il miracolo con la truppa di Sabatelli che sbanca il Pala Taliercio portando la serie in perfetta parità. In città, a questo punto, si incomincia a sognare visto che le due successive partite si giocheranno alla Magnolia Arena. A San Giorgio, davanti a un pubblico caldissimo, le due squadre danno vita ad una battaglia epica con Campobasso che è quasi sempre in vantaggio sino a pochi secondi dalla fine. Un canestro allo scadere di Berkanì porta il match ai supplementari e nei cinque minuti successivi le veneziane fanno valere la propria esperienza aggiudicandosi la partita e ribaltando il fattore campo. Due giorni dopo c’è la replica. Tutti pensano ad una squadra, quella locale, dimessa, ma non è così. Venezia conduce le danze, ma le rossoblù rimangono attaccate alla contesa sino al termine. Una bomba di Kacerik dà speranza nei secondi finali, ma il successivo tiro di Morrison gira sul ferro prima di uscire beffardamente e in questo modo Venezia saluta il Molise con due vittorie consecutive che valgono una finale scudetto che, poi, si aggiudicherà Schio.

Terminato il campionato, è tempo di finali scudetto per le squadre giovanili. L’avventura delle under 15 finisce subito, mentre per la squadra under 19 le cose sono diverse. Le finali si svolgono a Campobasso e le ragazze guidate da coach Diotallevi sono tra le favorite per il titolo. Ed infatti i pronostici della vigilia vengono rispettati in pieno. Le giovani campobassane fanno percorso netto e superano in finale Geas, laureandosi per la seconda volta consecutiva campionesse italiane della categoria. Quella contro la squadra di Sesto San Giovanni sarà anche l’ultima partita in maglia rossoblu di Blanca Quinonez che di li a poco saluterà tutti per andare a giocare negli Stati Uniti all’università di UCONN.
Nel frattempo tutto l’ambiente italiano è scosso dalla prematura scomparsa di Giustino Altobelli, vice allenatore della prima squadra. È una botta tremenda per Mimmo Sabatelli e per la società che avevano trovato in Giustino una persona squisita oltre che preparata. Per omaggiarlo la Magnolia gli intitolerà la sala stampa del proprio impianto dove le giocatrici e i tecnici vengono intervistati alla fine di ogni partita. A giugno, intanto, partono gli Europei e il Molise è presente con il coach venafrano Andrea Capobianco e con due ragazze della Magnolia, al secolo Sara Madera e il capitano Stefania Trimboli. Le azzurre disputano una competizione fantastica, battendo avversari fortissimi e vanno vicinissime alla finalissima. Contro il Belgio un tiro di Costanza Verona si ferma sul ferro e questo errore porta le ragazze italiane a dover disputare la “finalina” per il terzo e quarto posto. Avversario di turno è la forte Francia che, però, viene demolita sotto i colpi delle varie Cubaj, Zandalasini e Verona. Si arriva, pertanto, alla conquista di uno storico bronzo che le nostre Madera e Trimboli esibiscono con orgoglio quando ritornano in città al termine della manifestazione europea.

Intanto la dirigenza si muove sul mercato per allestire una compagine che possa figurare bene nel prossimo campionato italiano. La rosa viene rivoltata come un calzino. Lasciano il Molise la succitata Quinonez, Scalia, Ziembroska, Kunai e Kacerick che vengono rimpiazzate da Pastrello, Miccoli, Simon, Makurat e Gray con quest’ultima che ritorna in Molise dopo una serie di esperienze fatte in giro per il mondo. Per il resto rimangono al loro posto il capitano Trimboli, l’americana Morrison, la lettone Meldere, Sara Madera e le promettentissime Giacchetti e Cerè. Dopo una serie di amichevoli volte a rodare la squadra e una partecipazione alle final four di Supercoppa italiana che si conclude subito con una pesante sconfitta contro Schio, si parte in campionato il 5 ottobre con l’opening day di Brescia dove si esordisce proprio contro le padrone di casa che vengono facilmente superate. Intanto il terzo posto in campionato della scorsa stagione, vale una partecipazione in Eurocup. Il 9 ottobre c’è l’esordio a Zagabria dove una debordante Giacchetti porta per mano le sue più esperte compagne al primo successo europeo. Il 5 novembre la vittoria sulle belghe del Braine vale la qualificazione ai sedicesimi di finale, certificata con il primo posto nel girone il 25 novembre, nonostante la battuta d’arresto in quel di BRNO. In campionato, intanto, le cose vanno bene. Solo due sconfitte interne maturate con tantissimi rimpianti contro Venezia e Schio. Per il resto il percorso è netto, tanto che il terzo posto in classifica non è mai in discussione. L’affermazione dopo un supplementare a Broni, è sinonimo di qualificazione matematica alla Final Eight di Coppa Italia di Tortona, mentre il 6 dicembre 2025 l’exploit al PalaZauli di Battipaglia regala proprio la certezza matematica del terzo posto al giro di boa.
Il 10 dicembre si giocano i sedicesimi di finale in Eurocup e per Campobasso si materializza la trasferta lituana di Vilnius dove Gray e socie affrontano il team locale delle Toks. La partita si rivela difficilissima, a causa di un primo quarto deficitario, con le rossoblù che sono costrette a cedere l’onore delle armi per 87-70. Quattro giorni più tardi, le molisane perdono, questa volta in casa, contro GEAS, ma è una sconfitta, tutto sommato, indolore. Il girone di andata si conclude con Trimboli e compagne terze in classifica, imbattute in trasferta e soccombenti tra le mura amiche contro Schio, Venezia e Sesto San Giovanni.
Mercoledi 17 dicembre si disputa il ritorno di Eurocup contro le Toks. La partita è avvincente con la Magnolia che si porta a casa la vittoria (60-54) al termine di quaranta minuti durissimi, ma non la qualificazione a causa del gap di diciassette punti maturato nel match di andata. L’anno si chiude con i fiori di acciaio che liquidano in casa Brescia in un match senza storia per poi andare a giocare in quel di Venezia contro la Reyer in vista delle final eight di Coppa Italia che si giocheranno nel primo weekend del 2026 a Tortona dove ai quarti Trimboli e compagne se la vedranno proprio contro le padrone di casa del Derthona.


