Il caso del ritrovamento di un capriolo ferito, qualche giorno fa, ha riaperto una questione che Wwf e Lipu stanno segnalando da tempo: non esiste in Molise un centro specializzato che possa curare gli animali selvatici. Istrici, ricci, caprioli, ma soprattutto volatili, come ghiandaie e rondoni. Rapaci diurni e notturni, che non possono essere curati come gli animali di affezione. Gheppi, civette, gufi, falchetti, allocchi, poiane, nibbi che si scontrano con le pale eoliche o che si nutrono di animali morti per avvelenamento, o che mangiano rifiuti tossici nelle discariche, o che finiscono per essere bersaglio di bracconieri. Piccoli uccelli caduti troppo presto dal nido. I casi in Molise sono tantissimi, Lipu e Wwf stimano che sono centinaia, ogni anno, i volatili che in regione restano feriti per qualche motivo e vengono trovati da persone di buona volontà che poi vorrebbero che venissero curati per re- immetterli in natura.
E qui si apre il problema: a chi portarli? Tenerli a casa non è possibile: la detenzione di animali selvatici è reato penale, soprattutto se si tratta di rapaci, specie protette.
In Molise non esiste un Cras, centro recupero animali selvatici, nei quali operano veterinari specializzati in questo specifico campo e volontari formati. I centri più vicini sono quelli di Pescara, gestito dai Carabinieri forestali e di Bitetto, gestito dalla Regione Puglia. Fino a qualche tempo fa, tutti gli animali dei boschi molisani trovati feriti venivano portati in questi due Cras. Oggi non è più possibile: entrambi i centri hanno fatto sapere che la fauna selvatica molisana non è ben accetta: è già molto costoso curare i propri animali, non ci si può prendere cura anche di quelli che arrivano da fuori. Lipu e Wwf sollecitano la Regione Molise ad occuparsi seriamente del problema, anche perché un animale ferito, per esempio un rapace con le ali o le zampe spezzate, se non soccorso in poche ore, non avrà più la capacità di volare. Un istrice, un riccio, un capriolo non soccorso in poche ore, oppure curato da persone di buon cuore ma inesperte, è destinato a morire. Bisognerebbe avviare una convenzione con un Centro di accoglienza delle regioni limitrofe, dicono le associazioni ambientaliste, anche se il massimo sarebbe avviarne uno in Molise, anche se la cosa non è di facile attuazione, perché servono strutture idonee, macchinari specifici, attrezzatura per la riabilitazione, veterinari specializzati sulla fauna selvatica e volontari.
Nella nostra regione non esiste nemmeno la possibilità di avere un appoggio temporaneo per questi animali feriti, denunciano Lipu e Wwf e chi trova un animale selvatico è tenuto a denunciarlo all’ufficio veterinario dell’Asrem, che spesso non risponde neppure, dicono i volontari, oppure ai Carabinieri forestali, che però non possono fare molto, mancando un centro dove portarli. La competenza della fauna selvatica è della Regione Molise, ricordano di nuovo Lipu e Wwf ed è la Regione Molise che deve occuparsene, urgentemente.