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mercoledì, Luglio 17, 2024

Omicidio di Pescara, Christoper scappato da Limosano: “In paese lo conoscevano tutti”

AperturaOmicidio di Pescara, Christoper scappato da Limosano: "In paese lo conoscevano tutti"

Christoper a Limosano lo conoscevano in tanti. Aveva la passione del calcio e giocava spesso a pallone con gli ospiti stranieri di un’altra onlus: l’Isola che non c’è, che si prende cura dei giovani migranti non accompagnati.
Da qualche tempo il ragazzo di 17 anni, residente a Rosciano in provincia di Pescara, viveva in paese nella comunità per minori allontanati dalle proprie famiglie, il piccolo principe.
‘Due eccellenze del nostro piccolo comune – le ha definite la sindaca Angela Amoroso – addolorata per la morte del ragazzo assassinato a coltellate da due adolescenti a Pescara. Lo conoscevo, ha aggiunto e lo vedevo giocare a calcio con gli altri ragazzi ospiti.
Venerdì Christoper Tomas Luciani si è allontanato da Limosano, facendo perdere le sue tracce. La denuncia ai carabinieri è scattata subito.
Il resto è cronaca. Il ritrovamento del corpo senza vita del minorenne nel parco Baden Powell, duecento metri alle spalle della stazione centrale di Pescara, seminascosto da una siepe. Trafitto da 25 coltellate, inferte da due suoi coetanei, pare con un pugnale da sub.
Due bravi ragazzi, subito rintracciati dagli investigatori. Due liceali sedicenni, uno figlio di una avvocata, l’altro di un maresciallo dei Carabinieri. Determinante, per chiudere il cerchio sull’omicidio, la testimonianza di un amico dei liceali che, dopo i fatti, compresa la gravità dell’accaduto, ha dato l’allarme. Un omicidio spietato, sullo sfondo lo spaccio di droga e tre vite di coetanei che si sono tragicamente incrociate.
Dal primo interrogatorio uno dei due presunti assassini ha affermato di non aver mai conosciuto Thomas, ma solo di sapere chi fosse. Ma è tutta la ricostruzione dei fatti ad avere ancora lati oscuri. Poco chiara anche la dinamica dell’omicidio, chi sia stato a sferrare le coltellate o se ci sia stata cooperazione. Così come stanno emergendo dubbi sul movente economico del delitto, chi deve a chi e quanto. I due dopo l’interrogatorio sono stati trasferiti uno nella struttura dedicata all’accoglienza del Tribunale dei Minori dell’Aquila, l’altro in una struttura analoga a Roma.

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