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mercoledì, Luglio 17, 2024

A Campobasso ballottaggio De Benedittis – Forte. La conferma arriva anche dall’Ufficio Elettorale Centrale

AperturaA Campobasso ballottaggio De Benedittis - Forte. La conferma arriva anche dall'Ufficio Elettorale Centrale

Dopo quarantotto ore dall’apertura delle urne è arrivata la schiarita sul giallo che per due giorni ha tenuto Campobasso col fiato sospeso: quello del futuro sindaco di Campobasso. Per quarantotto ore, complice un marchiano errore nella attribuzione dei voti validi a ciascun candidato sindaco, la domanda che dal parafulmine di Castello Monforte sino ai confini più estremi del capoluogo, ha tenuto col fiato elettori e cittadini è stata questa: ballottaggio si, ballottaggio no.

A dare la risposta c’ha pensato a metà mattina il signor Eligendo, l’ormai celeberrimo contenitore del Ministero dell’Interno nel quale vengono riversati i dati provenienti dal territorio. Eligendo è come il gioco del dottore negli anni 70: se tocchi il punto giusto e chiudi il circuito si accende una lampadina. E la lampadina si è accesa quando, finalmente, dopo due giorni di tribolazione i funzionari comunali di Palazzo San Giorgio hanno caricato i dati reali per ciascun candidato sindaco, considerando anche l’espressione del voto disgiunto in precedenza ignorato. Con l’aiuto della grafica, quindi, come si dice in questi casi, diamo numeri e percentuali: ad Aldo De Benedittis, candidato del centrodestra vanno 12874 voti per una percentuale pari al 47,9%; a Marialuisa Forte, candidata per la coalizione progressista vanno 8643 voti pari al 32,19% mentre a Pino Ruta, candidato della coalizione civica vanno 5360 voti pari al 19,94%.

Questi i numeri che hanno ricevuto l’ufficalità anche dal controllo effettuato dall’Ufficio Elettorale Centrale presieduto dalla Giudice Roberta D’onofrio.

Vediamo adesso le ipotesi in campo. Prima ipotesi: al ballottaggio prevale Aldo De Benedittis, in questo caso scatta il premio di maggioranza e il consiglio comunale sarà composto da 20 elementi della maggioranza più il sindaco, quindi per un totale di 21, mentre ad appannaggio delle opposizioni in questo caso andrebbero 12 posti.

In caso invece dovesse prevalere Marialuisa Forte, ci si troverebbe davanti al fenomeno della cosiddetta anatra zoppa e la composizione del Consiglio sarebbe questa 15 consiglieri per i progressisti, più il candidato sindaco, per un totale quindi di 16 unità, mentre alla coalizione di centrodestra andrebbero 17 posti. In questo caso l’anatra zoppa sarebbe rappresentata da un consigliere e quindi da un voto in più per il centrodestra in Consiglio comunale.

Questo nel mondo delle cose ordinarie. Considerando che il Molise invece è terra politica di cose extra ordinarie, non vorremmo che in presenza di un’anatra zoppa nascesse un partito di ortopedici pronti a cambiare casacca. Un fenomeno dal quale purtroppo il Molise non è esente e sul quale, tornando indietro nel tempo, la regione ha espresso autori di studi definitivi.

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