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sabato, Giugno 22, 2024

Slittamento tempi gigafactory di Termoli, il ministro Urso: “Vanno tutelate produzione e occupazione”. E Roberti: “Possiamo stare tranquilli”

AperturaSlittamento tempi gigafactory di Termoli, il ministro Urso: "Vanno tutelate produzione e occupazione". E Roberti: "Possiamo stare tranquilli"

Lo slittamento dei tempi di realizzazione della gigafactory di Termoli annunciato da Acc per ragioni legate all’evoluzione del mercato automotive con lo spostamento della domanda “verso veicoli elettrici dai costi più contenuti”, ha provocato reazioni da ogni fronte. Non è rimasto in silenzio il ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso.
“A Termoli stiamo valutando cosa si possa fare per garantire – ha detto il ministro – la continuità produttiva e i livelli occupazionali. La prima assoluta necessaria condizione in attesa che si realizzi l’investimento, ove questo realmente slittasse di un anno.
In un’ottica futura – aggiunge il ministro – bisogna pensare a come riconvertire queste produzioni facendo dell’Italia un paese leader nella produzione di tecnologie green come le batterie di nuova generazione”. I sindacati sono preoccupati: nell’incontro al ministero del prossimo 11 giugno le parti sociali chiederanno ad Acc, a Stellantis e al governo tutte le garanzie a salvaguardia del progetto della Gigafactory e del piano collegato. Se ciò non dovesse essere, “chiediamo fin da ora – scrivono – che Stellantis definisca un piano produttivo per Termoli che garantisca il lavoro a tutti i dipendenti attualmente in forza per i prossimi anni”.
La strategia dell’elettrificazione, a quanto pare, è ancora in piedi. Il ministro Urso però vuole delle risposte. Così come sindacati e lavoratori.
Il governatore molisano Francesco Roberti è tranquillo e perentorio.
Massimo Romano, consigliere regionale di Costruire Democrazia ha presentato un’interrogazione a Roberti: “La notizia della sospensione dell’investimento di ACC sulla gigafactory di Termoli impone un intervento immediato del governo regionale nei confronti del Ministero delle imprese e del made in Italy per comprendere – scrive Romano – le effettive intenzioni dell’azienda e pretendere chiarezza sulla prospettiva industriale del polo di Termoli”. Per il consigliere regionale Di Pardo, invece, vanno evitate polemiche ma avanti con un impegno congiunto di istituzioni e azienda per un hub di ricerca e sviluppo per confermare in Molise la produzione di batterie.

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