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sabato, Maggio 25, 2024

Elezioni a Termoli, nel campo progressista confronto in alto mare

AperturaElezioni a Termoli, nel campo progressista confronto in alto mare

Nel campo progressista a Termoli è bagarre silenziosa, un ossimoro mai così eloquente. Sbrogliare la matassa sembra al momento improbabile. La segreteria regionale e i vertici locali del Pd sono in attesa di sapere qualcosa da Davide Baruffi, il responsabile enti locali del partito guidato da Elly Shleyn. Ovidio Bontempo, Oscar Scurti e Antonio Giuditta, lo hanno incontrato a Roma dopo il no improvviso al candidato sindaco Joe Mileti che oggi continua la sua campagna elettorale, ufficialmente e al momento 3 le liste che lo appoggiano. Qualche settimana fa con un documento, sottoscritto anche da Pd e 5 Stelle, era stata benedetta la sua candidatura. Ora non è più così, sbuca qualche proposta, ma sottovoce, c’è chi parla di un nome di spicco provieniente dall’ambiente sindacale locale o regionale. Ma di certezze nulla. Il silenzio è assordante, i tempi scorrono. Alleanza Verdi e Sinistra, insieme ai movimenti civici (non è chiarissimo quali, ha scritto ai vertici sia di Pd che di 5 Stelle, chiedendo un incontro urgente, un tavolo politico per indizione del candidato sindaco, aprendo anche alla possibilità di un profilo politico.

Sull’altro fronte, Nico Balice che ha accolto con entusiasmo l’investitura, ha iniziato il suo percorso da candidato, forte del sostegno di tutte le forze del centrodestra. A Termoli un po’ di pepe lo hanno messo tensioni in casa Lega. Dopo l’uscita dal partito di Annibale Ciarniello l’europarlamentare Massimo Casanova, ormai di casa nella città adriatica, è stato diretto: “E’ solo l’ultima fuga dalla Lega Molise in ordine di tempo. È venuto il momento – ha detto – che il commissario regionale Michele Marone spieghi alla gente, al popolo della Lega, alla comunità molisana e della città di Termoli, il perché di tutti questi addii”. Ma dal Gruppo Consiliare del la lega al Comune di Termoli, con tutti i militanti la difesa e la vicinanza a Marone.

“Ci preme sottolineare – scrivono Bruno Fraraccio, Pino Nuozzi e Antonio Selvaggio – come dell’addio del consigliere in questione non se ne sia accorto nessuno. Sarebbe opportuno chiedersi, in primis, quale sia il sentimento di appartenenza ad un partito”.

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