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venerdì, Maggio 24, 2024

Bregantini celebra la Settimana Santa nella sua Trento: “Guardare la sofferenza degli altri”

CronacaBregantini celebra la Settimana Santa nella sua Trento: "Guardare la sofferenza degli altri"

“Papa Francesco nella ‘Fratelli tutti’ parla di un mondo senza speranza: è la crisi ecologica che ci avvolge, la guerra in Palestina, Gaza con le morti incredibilmente numerose di tanti bambini, è l’Ucraina dove anche questa notte hanno bombardato in maniera tragica, è il terrorismo a Mosca”. Monsignor Giancarlo Bregantini, ex vescovo della diocesi di Campobasso-Bojano, ha portato questa riflessione in occasione della celebrazione della Passione di Gesù nel Duomo di Trento. Bregantini – si legge in una nota – ha ripercorso le ultime sette parole di Cristo in croce, a cominciare da quel “Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato”. “È il grido più doloroso della storia, perché racconta la crisi di senso e di vuoto che proviamo anche noi, la solitudine, la noia, le nuove terribili droghe”, ha detto. “Tutti noi – argomenta monsignor Bregantini ricordando anche un suo recente ricovero in ospedale – ci chiediamo: perché proprio ora, perché proprio a me? Gesù ha vissuto, come noi, questo momento. Ma, adagio adagio, Gesù è uscito dal buco della disperazione e ci ha insegnato un metodo: se vuoi uscire dalla tua sofferenza, guarda la sofferenza degli altri. Solo così si esce dal proprio buco nero della storia, per incontrare la luce. Il cammino teologico e umano di Gesù Cristo diventa anche il cammino della Chiesa, nell’ascoltare i drammi del nostro tempo, accompagnando le persone a ritrovare speranza”. Bregantini ha ricordato l’incontro a Locri con una docente di matematica malata terminale, “con la quale ebbi l’ispirazione di ripercorrere proprio le sette parole di Cristo in croce. La professoressa di matematica mi disse: in Dio tutte le frazioni si compongono in unità e tutto ritrova significato. I figli posero questa frase, in caratteri rossi, sul suo sepolcro. Lei aveva capito che anche la sua morte entrava nella morte di Gesù, che porta a compimento ogni cosa”.

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