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sabato, Aprile 13, 2024

Combattere le frodi alimentari si può. Tecnologi alimentari e Coldiretti: leggere bene le etichette e preferire il Made in Italy

EvidenzaCombattere le frodi alimentari si può. Tecnologi alimentari e Coldiretti: leggere bene le etichette e preferire il Made in Italy

Se si chiedesse ad uno straniero per quali motivi ama l’Italia risponderebbe per le bellezze architettoniche e paesaggistiche, per la moda e per la cucina. La cucina italiana candidata a Patrimonio immateriale dell’Unesco, famosa nel mondo per la sua diversità a base regionale e varietà, può farsi forte anche di una produzione di qualità tutelata- come ha ricordato il presidente della Coldiretti regionale, Claudio Papa- da norme tra le più severe a livello planetario. Eppure le truffe alimentari sono sempre in agguato, anche sugli scaffali italiani, e questo perché ormai un mercato sempre più globalizzato e le assurde leggi di Bruxelles- è sempre Coldiretti a parlare- fanno arrivare sulle nostre tavole prodotti esteri concorrenti provenienti non si sa bene da dove e processati non si sa bene come. Sperando poi che non contengano sostanze nocive, come glifosfati e pesticidi. Per non parlare poi di prodotti che appongono il marchio Dop o biologico che di Dop e biologico non hanno nulla. Per cui è qui che il consumatore deve diventare più esperto. Di questo si è parlato nell’incontro organizzato al convitto Mario Pagano di Campobasso dall’Ordine dei Tecnologi alimentari. “Ma se l’olio al frantoio, in Molise, costa tra gli otto euro e mezzo e i 10 euro, e al supermercato lo trovo a 4 euro, come fa il consumatore a non porsi qualche domanda? L’etichetta va letta bene, perché ti dice da dove viene l’olio, o il latte, o il grano”, ha ricordato Papa.

Puntare quindi sul Made in Italy dà una garanzia ulteriore al consumatore su quello che porta a tavola, ricordando che mangiare sano contribuisce a mantenersi in salute. Leggere bene l’etichetta quindi e diffidare da prodotti troppo economici, perché potrebbe significare che non hanno seguito tutta la giusta trafila della filiera, che in Italia è regolata da regole severissime. E in questi passaggi si inserisce la figura del Tecnologo alimentare, come ha spiegato la presidente nazionale dell’ordine Laura Mongiello: “E’ una figura che vigila sul processo dell’alimento e contribuisce quindi al benessere della comunità, vigilando sulla sicurezza alimentare. Sicurezza alimentare significa due cose: garantire cibo per tutti e accesso a cibo sicuro, quindi non pericoloso per la salute. Per esempio, l’ alimento non deve avere contaminanti, che causano danni alla salute di chi consuma l’alimento”. “Il Tecnologo alimentare educa ad un consumo consapevole- ha spiegato il presidente dell’ordine regionale dei Tecnologici alimentari- e ha un ruolo fondamentale nell’aiutare consumatori, imprese e istituzioni ad avere una valida consapevolezza di quella che è la sicurezza alimentare”.

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