La scomparsa di Emanuela Orlandi è uno dei misteri italiani che tiene banco ormai da più di quarant’anni. Una sparizione, nel giugno del 1983, che ha tirato in ballo il Vaticano, dove la giovane viveva con la sua famiglia, ma anche ex componenti dei Nar e della Banda della Magliana, quella del romanzo criminale che in quegli anni aveva intrecci con politica e faccendieri della Chiesa.

Depistaggi, accuse, processi finiti in un nulla di fatto. E due nuove inchieste, una della procura di Roma e l’altra del Vaticano, a cui presto si aggiungerà una commissione parlamentare di inchiesta, per provare a far venire a galla una delle storie più buie del nostro Paese. A combattere per far luce sulla vicenda c’è sempre stato in prima linea il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, che all’Auditorium di Isernia ha raccontato ai giovani delle scuole la sua sete di verità, e per ricordare la giustizia in Italia non è un’entità astratta e bisogna sempre credere in essa.

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