“Il nostro dialogo con il Governo è diretto e costante”. I parlamentari molisani di Fratelli d’Italia lo ribadiscono rispondendo alle dichiarazioni del consigliere regionale 5 stelle Roberto Gravina in merito alla questione Decreto Molise. La deputata Elisabetta Lancellotta e il Senatore Costanzo Della Porta rimarcano le grandi attenzioni dell’Esecutivo Meloni nei confronti della nostra regione, con la spinta di Fratelli d’Italia, al di là del nome che si voglia dare agli interventi. “Abbiamo sempre parlato di ‘decreto Molise’ per circoscrivere le questioni ritenute prioritarie cui il Governo si é fatto e si sta facendo carico sin dal suo insediamento” dicono Della Porta e Lancellotta.
“Non ricordiamo, al contrario – continuano – questa sintonia tra le precedenti delegazioni parlamentari molisane e i rispettivi Governi, guidati da  pentastellati e PD, in termini di azioni concrete e risultati”.
Quindi riportano alcune misure a sostegno del Molise, come l’autorizzazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, a dicembre, per trasferire alla Regione 40 milioni di euro a titolo di contributo per il 2023 da destinare al disavanzo di amministrazione. “A questi – dicono Lancellotta e Della Porta – vanno aggiunti i 20 milioni all’anno, dal 2024 fino al 2033, per un totale di altri 200 milioni di euro. Ancora, lo stanziamento del Servizio Sanitario Regionale per il 2023, come da Decreto della struttura commissariale, di oltre 616 milioni di euro (520 Asrem e quasi 100 per la Gestione Sanitaria Accentrata). Una cifra – sottolineano i due parlamentari di Fratelli d’Italia – superiore agli altri anni e oggi ci sono le risorse sia per assumere sia per acquistare le apparecchiature necessarie per una sanità di qualità”.
Azioni concrete a dispetto di quanto si voglia far credere – spiegano Della Porta e Lancellotta rispondendo a Gravina – e all’orizzonte ci sono altre misure con cui si punta ad azzerare il disavanzo di amministrazione sia delle casse regionali sia della sanità molisana. Obiettivo ambizioso, che – concludono – si può raggiungere continuando a lavorare in sinergia col Governo nazionale e con quello regionale”.

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