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venerdì, Marzo 1, 2024

Uomo deceduto nell’incendio di Pozzo Dolce, l’autopsia: morto per asfissia da fumo

AperturaUomo deceduto nell'incendio di Pozzo Dolce, l'autopsia: morto per asfissia da fumo

Morto asfissiato dal fumo, sarebbe questo l’esito dell’autopsia sul clochard carbonizzato nell’incendio della struttura abbandonata di Pozzo Dolce a Termoli.
L’esame irripetibile, affidato dalla procuratrice di Larino Elvira Antonelli all’equipe multidisciplinare guidata dal professore Cristian D’Ovidio dell’Università degli studi di Chieti, è durata 5 ore. Eseguiti anche i prelievi di tessuto per estrarne il dna che sarà utile alle indagini: necessaria la comparazione con i parenti della vittima. La Procura avrebbe individuato le possibili generalità del clochard, si parla appunto di un 30enne romeno di cui non si hanno tracce dal giorno della tragedia, ma non ci sono certezze. L’Interpol effettuerà la ricerca dei parenti. La salma della vittima resta a disposizione della Procura, nella cella frigorifero dell’obitorio del San Timoteo. La indagini vanno avanti e su più fronti. Sono complesse. Si ipotizza la responsabilità di terzi. Il tutto lascia pensare, ma l’inchiesta è scrupolosa, che la vittima non abbia provocato il rogo né volontariamente né accidentalmente. Al setaccio l’ambiente dei senzatetto. La squadra Mobile avrebbe già ascoltato diversi clochard ma non solo.
Sono giorni intensi per gli inquirenti. La struttura andata a fuoco e ancora sotto sequestro, aveva subito altri incendi generalizzati in un passato anche recente, motivo ulteriore che rende l’indagine più impegnativa.

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