Alla fine passa la linea del dialogo, seppur con ognuno fermo sulle proprie posizioni: l’incontro con i funzionari di Enel è stato aperto anche ai cittadini che dicono no al progetto di ampliamento della centrale idroelettrica denominato Pizzone II. Quella avviata a Castel San Vincenzo è “una fase di ascolto e non definitiva”, assicurano gli esperti della società elettrica che cercano di scavare nella diffidenza degli attivisti del coordinamento, illustrando un piano dimezzato rispetto alla prima stesura. La sindaca Marisa Margiotta apre le porte del consiglio comunale a tutti i cittadini. In un clima teso in cui però prevale il confronto, viene illustrata la seconda bozza di Pizzone II.

Pizzone II, ridimensionato il progetto: i punti della seconda bozza

Un Progetto che è l’esatta metà nelle dimensioni, ma non nei costi, che aumentano in vista delle peculiarità ambientaliste di cui si dota rispetto alla prima stesura. La potenza passa da 300 a 150 megawatt, mentre le oscillazioni del livello del lago e del pompaggio delle acque passano dagli iniziali cinque metri agli attuali due mezzo per ogni ciclo, livellate tra gli invasi di Montagna Spaccata e Castel San Vincenzo.

Volumi di scavo e aree di cantiere

Anche i volumi di scavo saranno ridotto da un milione a circa 600mila metri cubi, e saranno eseguiti al di sopra del livello della falda. Le aree di cantiere passeranno da 8-12 iniziali a 3 che saranno localizzate al di fuori dell’area Parco. In totale, l’area interessata passerà da 28mila a 3mila mq.

Disboscamento

Anche il disboscamento previsto nella prima stesura sarà quasi dimezzato: dagli 11 ettari previsti nella prima stesura si passerà a 6, con un piano che prevede nuove piantumazioni a conclusione dei cantieri.

Le acque degli invasi

Tema acque: quelle del lago di San Vincenzo saranno più fruibili d’estate, assicura Enel. Senza il progetto Pizzone 2 gli invasi “vivranno dell’idraulicità naturale con un livello dell’acqua che in estate calerà” aggiungono i funzionari. Entrambi i laghi saranno pieni e i livelli uguali d’estate, chiosano.

Niente cariche di esplosivo: in azione una talpa TBM

Inoltre, afferma Enel, non saranno utilizzate cariche di esplosivo per scavare nella montagna ma una talpa TBM che consentirà di lasciare inalterati i luoghi. Un’operazione ecocompatibile che però farà aumentare i costi e i tempi del progetto, alla luce delle tecnologie all’avanguardia che saranno messe in campo.

Fase di ascolto: Enel incontrerà il Consiglio Regionale

Questa fase preliminare è soltanto di presentazione e d’ascolto. E nelle prossime ore la bozza del nuovo progetto sarà presentato anche al Consiglio Regionale. Dal 13 gennaio invece si riparte nella fase di consultazione pubblica che durerà altri 15 giorni: il Ministero raccoglierà le osservazioni e poi si esprimerà sulla procedibilità dell’opera.

Ma il coordinamento ribadisce: “No all’opera nel Parco Nazionale”

La posizione del coordinamento contro l’ampliamento della centrale idroelettrica però non cambia: l’area del parco nazionale non si tocca. “L’Enel ha presentato in pompa magna la rivisitazione del progetto PIZZONE II tentando di farlo passare come un’opera ecocompatibile e innovativa. In realtà si tratta semplicemente di un tentativo disperato di far passare a ogni costo la realizzazione di un impianto inutile e dannoso per il nostro ambiente, semplicemente ridimensionandolo nella portata (molto meno nei costi), provvisorio, abbozzato e senza alcun elemento di effettiva realizzabilità”, si legge nella nota ufficiale diffusa dopo l’incontro a Castel San Vincenzo. “Le ragioni della contrarietà al progetto restano tutte in piedi: per quanto mitigati gli effetti della realizzazione di Pizzone II, sia nella sua fase di cantiere che in quella di esercizio, sarebbero incompatibili con la necessità di tutela dell’integrità di un territorio di straordinario pregio ambientale e naturalistico. L’orso, la nostra montagna, le acque dei laghi, tutto ciò che compone la straordinaria unicità dell’ecosistema delle Mainarde verrebbe messo a repentaglio a favore della realizzazione di un impianto ormai striminzito nella portata e nella sua presunta utilità ecoenergetica.
Siamo oramai giunti a una sostanziale e implicita ammissione di errore da parte di chi ha ideato questo scellerato progetto. Il giusto e dignitoso epilogo di questa triste vicenda non può essere che il definitivo ritiro del piano in toto. L’alta valle del Volturno è troppo preziosa e bella per essere intorpidita e infangata in nome di interessi e ragioni che nulla hanno a che vedere con lo sviluppo e il futuro della nostra terra.
NO Pizzone II!”

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