Rischia di essere notevolmente ridimensionata l’attività dell’istituto zooprofilattico sperimentale di abruzzo e Molise a causa della soppressione della sezione diagnostica territoriale di Isernia che verrebbe accorpata a quella di Campobasso. E’ quanto prevede il provvedimento firmato dal direttore dell’istituto, nell’ambito della riorganizzazione dell’ente. A lanciare l’allarme è la Coldiretti che ha già rivolto un appello al presidente della Regione, Francesco Roberti e all’assessore all’Agricoltura, Salvatore Micone affinché il provvedimento venga revocato. “La zootecnia molisana non può assolutamente permettersi di subire un’altra crisi sanitaria – ha denunciato il direttore regionale Aniello Ascolese – che porterebbe l’intero settore al collasso, con conseguenze economiche e sociali incalcolabili”. Secondo Coldiretti la decisione di accorpare la sezione di Isernia a quella di Campobasso inciderà su un sistema tecnico-scientifico che ha raggiunto alti livelli di competenza, “al cui interno – ha precisato Ascolese – operano professionalità in grado di eseguire analisi accreditate nel rispetto delle norme nazionali ed europee vigenti. Nel corso del 2022 la sezione di Isernia ha effettuato ben 113mila accertamenti mirati a contrastare l’insorgere della malattie degli animali da allevamento, oltre di quelli selvatici. Il servizio – ha aggiunto Coldiretti – ha proceduto, in collaborazione i servizi veterinari a garantire i piani di risanamento delle malattie infettive, come la brucellosi. L’attuale emergenza sanitaria, rappresentata dalla peste suina africana, che sta falcidiando centinaia di allevamenti suinicoli in molte regioni ci obbliga ad elevare l’attenzione e non a destrutturare gli istituti preposti a svolgere attività di sorveglianza preventiva. La sezione di Isernia va tutelata e – ha concluso Ascolese – assicurando sia i servizi istituzionali che tutto il complesso delle attività gestionali, amministrative e tecnico-scientifiche in essere, garantendo gli attuali ambiti di autonomia funzionale”. Un ufficio che a giudizio di Coldiretti non va toccato perché rappresenta un presidio importante per la zootecnia molisana.

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