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venerdì, Marzo 1, 2024

Brucia monte Santa Croce a Venafro, paura tra i cittadini

AperturaBrucia monte Santa Croce a Venafro, paura tra i cittadini

Il monte Santa Croce come l’Etna. Una colata di lava quella che è scesa giù nella notte verso Venafro. Le fiamme arrivate molto vicino alle abitazioni. Il rogo partito da alcune sterpaglie, si è rapidamente esteso. Secondo le prime stime andati in fumo circa 20 ettari di vegetazione, tra pascoli e pineti. Il grande lavoro dei Vigili del Fuoco, impegnati tutta la notte per monitorare la situazione come spiegato dall’ingegnere Luigi D’Angelo, ispettore antincendio.“L’incendio si è sviluppato su due fronti – ha detto – Il fronte di destra è sotto controllo perché prosegue verso una zona che è già bruciata. A sinistra, invece, situazione più critica perché nelle vicinanze ci sono della case. Stiamo tenendo sotto controllo anche quel lato grazie all’intervento dei colleghi”.

Insieme ai Vigili del Fuoco anche la Protezione Civile, gli operatori regionali dell’anticendio boschivo, la Croce Rossa. C’è stata grande preoccupazione in un primo momento per l’assedio delle fiamme alle spalle del castello Pandone e della cattedrale di Santa Maria Assunta. Diversi cittadini in strada preoccupati dall’avvicinarsi del fuoco alle loro abitazioni. Caschi rossi a difesa delle case per tutta la notte.

Intanto indagini a tutto campo dei Carabinieri forestali per ricostruire quanto accaduto. Con ogni probabilità, l’origine del rogo è dolosa. La delusione del sindaco Alfredo Ricci. “Un quadro davvero desolante che lascerà un segno per molto tempo”. Grazie all’intervento delle squadre di spegnimento è stato evitato il peggio, le fiamme non dovrebbero raggiungere il parco regionale dell’olivo. Domata anche la lingua di fuoco che si muoveva verso Conca Casale. In mattinata l’intervento del canadair per spegnere le fiamme sulla parte più alta del monte Santa Croce, il mezzo aereo non è riuscito a intervenire prima perché non attrezzato per volare di notte.

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