Entro questa settimana, verosimilmente, sapremo la composizione della Giunta Roberti e, per sottrazione, potremo già individuare il profilo del nuovo presidente del Consiglio regionale. In attesa che nel centrodestra si compongano i giochi, prosegue nel centrosinistra la resa dei conti per un gioco che si è sfasciato prima di cominciare.

A prendere la parola, con una durissima requisitoria, è il capogruppo uscente e neo eletto del M5S in regione, Andrea Greco. Esponente della prima ora del movimento e oggetto di una progressiva marginalizzazione all’interno del partito. L’accusa per Greco è stata quella di essere considerato un grillino della prima ora, una sorta quindi di incendiario che in tempi di pompieri politici è ormai fuori moda. “Non ho mai potuto realmente incidere”, scrive greco in una sua nota, con riferimento alla fase delle trattative, delle interlocuzioni e dei tavoli, che hanno composto la coalizione progressista che si è candidata con Roberto Gravina alla guida della Regione. Una sconfitta bruciante, netta e senza appello, quella uscita dalle urne. Un disfatta che ha secondo greco ha delle cause e delle responsabilità ben precise. “mesi – scrive greco – trascorsi intorno a tavoli infiniti, che a nulla hanno portato se non a dare maggiore forza al centrodestra; tavoli, rincara la dose Greco, che sono stati demolitivi.

Se non si ammette questo – ed è sempre Greco che parla – non siamo sinceri. Poi l’affondo: “E’ vero, le colpe non sono mai di una persona sola, ma certamente ad aver diretto le operazioni è stato il coordinatore regionale Federico insieme al segretario del Partito democratico, Facciolla.

La storia ci consegna un dato – prosegue – il Movimento insieme al PD e ad altre forze civiche ha totalizzato meno rispetto al 2018 con un notevole aumento degli astenuti.

Insomma un Greco che nonostante le sue 2298 preferenze si presenta in consiglio regionale con la fascia da reduce di guerra sulla fronte. Lavorerò nei prossimi anni da uomo libero – dice a conclusione della sua disamina – e i miei unici alleati saranno i molisani. La gratitudine tra i politici – è questa la chiosa finale – non esiste, questo l’ho imparato a mie spese, ma noi dovevamo essere un’altra cosa.

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