In due anni le operazioni sospette sono state quasi milleduecento. A rilevarle gli ispettori dell’unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia. Sotto la loro lente sono finite per la maggior parte operazioni in contanti e bonifici nazionali e esteri, frutto di usura, frodi ed evasioni fiscali.
Le attività illecite riscontrate da Bankitalia in Molise costituiscono la più alta crescita di operazioni anomale, in rapporto abitanti territorio, tra tutte le regioni meridionali, più 85 per cento rispetto agli incrementi del 70 per cento in Basilicata del 22 in Puglia, del 13 in Calabria e del 6 per cento in Sicilia.
La provincia di Campobasso doppia quella di Isernia negli ultimi due anni, come evidenziato anche dall’Osservatorio antimafia del Molise che ha incrociato i dati delle organizzazioni di categoria a quelli forniti dalla Banca d’Italia.
In Molise si ricicla denaro sporco e vengono effettuati investimenti con i proventi delle attività criminali, è la conclusione.
Una tesi confortata anche dal rapporto semestrale della Direzione investigativa antimafia, secondo cui il Molise si presenta vulnerabile anche in ragione della vicinanza geografica con le organizzazioni criminali di Campania e Puglia.
Non ci sono formazioni strutturate di delinquenza locale, si legge nel rapporto presentato in Parlamento, ma il Molise rappresenta anche per la Dia una forte attrazione per le mire espansionistiche delle matrici criminali, soprattutto per quanto concerne il riciclaggio e le attività economiche e finanziarie. La vulnerabilità della regione, spiega sempre la Dia, induce a non escludere la formazione di cartelli imprenditoriali specie nei settori di maggiore elezione tra cui quello energetico e quello del ciclo dei rifiuti.

Potrebbe interessanti anche:

Nomina di dirigente del settore legale per Ulisse Fabbricatore

E’ arrivata la nuova nomina di dirigente del settore legale al comune di Termoli, pe…