Lo “smishing” è una particolare forma di “phishing”, in cui l’hacker utilizza un messaggio di testo convincente per indurre i vari destinatari a cliccare su un link e mandare al cybercriminale delle informazioni private o a scaricare programmi dannosi su uno smartphone. In buona sostanza, come la maggior parte dei cybercriminali, chi fa smishing vuole ottenere i dati personali delle vittime per poterli usare per rubare denaro. Spesso si fermano ai conti bancari dei singoli ma a volte posso arrivare a rubare i soldi persino delle società di cui le vittime fanno parte.

È proprio quanto accaduto ad una giovanissima studentessa che dopo essersi accorta del raggiro decideva di rivolgersi ai Carabinieri della Stazione di Trivento, ai quali raccontava di aver ricevuto una telefonata con la quale le si chiedeva di comunicare i suoi codici di sicurezza via SMS per poter operare la procedura di sblocco della propria carta PostePay.

Un uomo ed una donna residenti nell’hinterland partenopeo, con la collaborazione di un giovane extracomunitario, riuscivano ad impossessarsi della somma di circa 200,00 euro, prelevata con diversi addebiti dal conto della ragazza, prima che riuscisse a bloccarlo.

Vicenda ancora peggiore è quella vissuta da una giovane residente a Bojano che si rivolgeva ai Carabinieri, poiché le erano arrivate alcune comunicazioni che la vedevano bloccata in CRIF, delle quali non riusciva a spiegarsi il motivo.

L’attività di indagine condotta dai militari di Via Croce, consentiva di accertare che un 40enne del posto, avendo la disponibilità dei dati e dei documenti della donna, le aveva attivato un contratto su piattaforma e-commerce di Amazon, un finanziamento dell’importo di euro 1.600,00 che non aveva mai provveduto ad onorare.

Sempre nel corrente mese di marzo, i Carabinieri della Stazione matesina, individuavano, deferendoli all’Autorità Giudiziaria, cinque persone – tre uomini e due donne – che a vario titolo erano coinvolti in una truffa in danno di un giovane del posto. La vicenda inizia nel 2019, quando l’ignara vittima, grazie all’intermediazione di uno dei sodali, acquista un veicolo che rivende qualche tempo dopo ad una società del capoluogo molisano, risultata essere semplicemente un prestanome. Infatti, l’attività investigativa consentiva di accertare che il veicolo rimaneva nella disponibilità dell’intermediario, che aveva avuto la disponibilità dei documenti del giovane per l’effettuazione del passaggio di proprietà.

A distanza di qualche tempo giunge una cospicua richiesta di risarcimento danni per il tramite della Compagnia Assicuratrice per un sinistro occorso in Salerno, per il quale si voleva far passare il denunciante come colui che fosse alla guida. Solo le indagini condotte dai Carabinieri riuscivano a far chiarezza sull’inganno.

In ultimo, ma non per questo meno importante, solo nella giornata di venerdì, sono stati addirittura tre i tentativi messi in atto in territori diversi, che non sono andati a buon fine grazie da un lato all’arguzia delle “nonnine”, che memori degli insegnamenti dei Carabinieri non si sono fidate e dall’altro del tempestivo dislocamento di un piano di controllo del territorio attuato dalle pattuglie dell’Arma capillarmente presenti.

Il canovaccio ormai è sempre lo stesso, poco prima dell’ora di pranzo una telefonata a casa di una anziana donna di Busso e due quasi coetanee di Bojano, un interlocutore, con voce camuffata, si presenta come un Maresciallo dei Carabinieri annunciando un incidente capitato ad un figlio, oppure come un corriere che deve consegnare un pacco urgente, ovviamente in cambio di un esborso di denaro. In tutti e tre i casi le vittime hanno interrotto le telefonate e chiesto aiuto al 112, ove l’operatore di turno attivava prontamente i colleghi in circuito, riuscendo ad arginare i tentativi in atto.

Il Comandante della Compagnia di Bojano, coglie l’occasione – ancora una volta – per ribadire di tenere sempre alta l’attenzione per non cadere nei tentativi di raggiro che i malviventi pongono in essere nei confronti delle fasce più deboli, le quali, alla prospettazione di una esigenza imminente di un loro familiare e/o di un incidente stradale o di un legale da pagare, cadono nella rete dei truffatori, elargendo loro somme di denaro, anche ingenti, come le richieste effettuate nella giornata di venerdì.

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