Solo un intervento diretto del Governo e la disponibilità a rivedere l’impostazione del Tavolo Tecnico e le politiche dei Ministeri della Salute e quello dell’Economia e finanze potrebbero indurre Donato Toma a ritirare le proprie dimissioni da Commissario ad acta alla Sanità Il giorno dopo l’annuncio delle dimissioni la cui formalizzazione è prevista per la giornata di lunedì. Toma conferma la propria decisione e quella di tornare a tempo pieno alla politica.

La novità di rilievo in questa direzione, quella della ripresa di una iniziativa politica forte, è rappresentata dalla convocazione della Giunta regionale per la giornata di martedì prossimo. All’ordine del giorno una iniziativa di peso che prova a sbloccare l’incaglio nel quale da anni è finita la sanità molisana. La Giunta regionale, su iniziativa del presidente Toma, chiederà al Governo di porre fine alla fase di commissariamento e, insieme allo stesso tempo, un intervento finanziario di carattere strutturale che oltre a consentire il rientro dal debito maturato determini condizioni per superare quelle condizioni di carattere fisiologico che determinano ogni anno il maturare di poste negative. In pratica, oltre alla cancellazione del debito anche l’aumento della dotazione finanziaria. E’ questa l’ipotesi alla quale il presidente Toma, ormai ex commissario, sta lavorando. Insieme all’intervento che riguarda la Sanità, la Giunta chiederà la rateizzazione in 30 anni del disavanzo accumulato sul bilancio regionale pari a circa 533 milioni di euro. Disavanzo maturato a fronte del riconoscimento di debiti fuori bilancio provenienti da precedenti amministrazioni e la cancellazione di crediti inesigibili.

Sull’accordo col Gemelli, Toma conferma la propria versione dei fatti: oltre al merito, non corrispondente alle indicazioni fornite al sub commissario Bonamico, la contestazione è sul metodo: nessun accordo – questa la posizione di Toma – poteva essere sottoscritto in mia assenza e in contrasto con le mie indicazioni.

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