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domenica, Marzo 3, 2024

Una ipotesi programmatica per il Molise

EditorialiUna ipotesi programmatica per il Molise

di Oreste Campopiano*

Le prossime elezioni regionali, improvvidamente posticipate a fine giugno anziché abbinarle alla tornata amm.va di maggio , saranno il crocevia della storia di questa nostra Regione. La scelta sarà, in ultima analisi, se avviare un nuovo percorso o se tirare a campare fino al momento in cui saremo assorbiti in realtà territoriali più ampie.

Ma avviare un nuovo percorso significa innanzi tutto cambiare logica, allargare i confini delle attuali coalizioni, aprirsi al mondo produttivo, a quello delle professioni, a quel terziario che tante intelligenze, tante idee, tante capacità riesce ad esprimere. Ma significa innanzi tutto stimolare i molisani a recarsi alle urne non per partecipare ad uno stanco rituale, ma per segnare insieme un nuovo cammino che guardi al presente, ma che sia nelle coscienze l ‘inizio di una nuova primavera.. So bene che non è facile, in un contesto di depressione economica, toccare le corde del cuore degli elettori molisani e stimolare la loro volontà di riscatto.

Tralascio colpe e responsabilità politiche del recente passato e del presente e provo invece ad individuare qualche tema intorno al quale aggregare le residue energie e promuovere accordi programmatici capaci di attirare le risorse ancora disponibili.
Le recenti consultazioni in Lombardia e Lazio si sono giocate sul terreno dei servizi sul territorio, in primis della sanità, di una sanità che faccia della efficienza e della riduzione dei tempi il suo vero punto di forza. Una sanità che sappia sapientemente coniugare il pubblico con il privato, puntando decisamente non alla penalizzazione dell’uno in favore dell’altro ( e viceversa) ma ad una effettiva integrazione e fruibilità dei servizi per tutti. Una idea questa che impone una capacità di programmazione ed una scelta di interpreti autorevoli individuati per competenza e capacità, fuori da stantie logiche politiche che hanno manifestato la loro inconsistenza e la loro incapacità di risolvere i delicati problemi del settore.

Altro argomento dovrà essere quello delle politiche ambientali e dell’utilizzo delle risorse, specie di quelle idriche, sempre più ridotte, ma sempre più necessarie rispetto ad ogni prospettiva di rilancio della economia del territorio, sia in campo industriale che in quello turistico. I cambiamenti climatici impongono percorsi diversi nella gestione delle risorse se si vuole davvero pensare a programmi di sviluppo sostenibile che guardino al futuro del territorio. Risparmiare le risorse esistenti è il primo passo da attuare nell’ambito di un programma che preveda la realizzazione di infrastrutture utili ad evitare dannose dispersioni delle risorse disponibili . In Spagna, Israele ed in tanti altri Paesi da oltre un trentennio sono operativi impianti di desalinizzazione dell acqua del mare, risorsa da utilizzare massivamente in agricoltura ,nel turismo, per utilizzazioni igienico sanitarie ed in genere per tutte le attività più idrovore. Si tratta di infrastrutture non impattanti che non condizionano l’utilizzazione a fini turistici dei litorali ed offrono di contro enormi capacità di risparmio della risorsa primaria quale è l acqua potabile.

Il terzo settore è quello delle infrastrutture viarie. Qualunque economia in qualunque territorio è tanto più florida, quanto più facile efficace e veloce il trasporto delle persone, delle merci e dei prodotti. Ridurre i tempi di percorrenza è diventato un imperativo categorico se si vuole provare a competere.
Il Molise dagli ormai lontani anni settanta non ha programmato nemmeno una adeguata modernizzazione dell’esistente. La soppressione delle Province, con la drastica riduzione delle risorse finanziarie disponibili, ha reso di fatto quasi impraticabili centinaia di chilometri di strade interne. Ridurre la velocità di percorrenza tra la costa Adriatica e quella Tirrenica mediante l’ammodernamento delle lineee di collegamento, toglierebbe il Molise dall’isolamento e lo renderebbe più appetibile ai fini della circolazione delle merci, dei prodotti e delle persone. Il che si tradurrebbe in ricchezza anche per le aree interne della Regione.
Il quarto settore che, fortunatamete è restato vitale, è quello collegato ai percorsi storici, culturali, archeologici, ambientali ed enogastronomici. Un settore di forte attrazione, con ampi margini di ulteriore sviluppo.
Un progetto integrato su questi ed altri temi, aperto alla collaborazione della Università , degli Istituti di Studi e di ricerca, agli ordini professionali , è assolutamente indispensabile. Un programma intorno al quale raccogliere il più ampio consenso possibile, da offrire ai molisani e ridare loro fiducia, così da evitare il concreto rischio che, anche nel nostro territorio, una sparuta minoranza di elettori possa legittimare una classe dirigente inadeguata e priva del necessario consenso popolare.
Il Molise, è inutile negarlo, è sull’orlo del baratro. Proviamo ad evitare che faccia un ulteriore definitivo …passo in avanti.

*Avvocato e Componente Distrettuale Ocf

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