L’orso Juan Carrito, travolto lunedì scorso sulla Statale 17, è morto per un’emorragia interna che purtroppo non gli avrebbe dato scampo anche se avesse ricevuto soccorsi immediati.

È quanto emerso dalla necroscopia eseguita ieri pomeriggio presso l’Istituto Zooprofilattico di Isernia. “Nei suoi 45 minuti di agonia al bordo di una strada, che aveva attraversato decine di volte, forse avrebbe meritato solo un po’ più di privacy – evidenzia il Pnalm in una nota – Non gli è stato concesso rispetto neanche in punto di morte”.

Intanto il Parco, ricordando che sulla statale 17 erano già stati uccisi due orsi e altri due erano stati investiti, promette interventi: “Carrito non è morto perché era Carrito, ma perché, come tutti gli altri orsi era libero di muoversi sul territorio”. Per questoa direzione della riserva naturale intende avviare un progetto per migliorare le condizioni di sicurezza su strada.

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