Ricorre oggi il 20esimo anniversario dell’alluvione nel basso Molise: fu la più grave calamità naturale nella storia della regione dopo il terremoto avvenuto pochi mesi prima (il 31 ottobre 2002). Era il 25 gennaio del 2003 quando una vastissima zona della regione, dalla diga del liscione e fino a Termoli, dopo giorni di piogge abbondanti, fu invasa dall’acqua del fiume Biferno che esondò in più punti. Vennero inoltre aperte le paratie dell’invaso del Liscione e finirono sommerse dall’acqua e dal fango abitazioni, aziende, strade, ferrovia e coltivazioni.  Quello che si presentò ai soccorritori fu uno scenario impressionante: onde alte fino a 4 metri seminarono distruzione ovunque, anche lo stabilimento Fiat fu invaso dall’acqua e per ore i dipendenti rimasero bloccati all’interno. Nelle aziende agricole morirono centinaia di animali, la zona rimase isolata per diversi giorni e le coltivazioni in quell’area furono annientate. Le aziende colpite rimasero chiuse per mesi. Per il Molise fu un nuovo durissimo colpo dopo quello del terremoto che aveva portato distruzione e morte appena pochi mesi prima. All’epoca furono stimati danni per circa un miliardo di euro. Ci fu anche un processo per inondazione colposa a carico di alcuni dirigenti regionali che si concluse con delle assoluzioni.

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