Il sindaco Corallo conferma il trasferimento della scuola elementare di Trivento e annuncia una petizione popolare per la settimana corta. Il trasferimento della scuola Primaria “E. Ciafardini” presso la sede della Scuola Secondaria di primo grado “N. Scarano” di Via Acquasantianni in Trivento è stato motivo di polemica sollevata da una parte dell’opposizione e condivisa anche dal commissario straordinario dell’Istituto Omnicomprensivo “Nicola Scarano”. In merito alla delibera del commissario straordinario, il dirigente scolastico Beniamino Campese, interpellato, ha tenuto a precisare che “gli edifici scolastici, i locali e le relative attrezzature, sono patrimonio dello Stato o degli enti territoriali (Regioni, Province e Comuni). Considerato che il Comune è l’ente proprietario degli edifici destinati alla Scuola dell’Infanzia, alla Scuola Primaria e alla Scuola Secondaria di primo grado. Ai sensi dell’art. 25, c. 2 del D.Igs. 165/2001 “Il Dirigente Scolastico assicura la gestione unitaria dell’istituzione, ne ha la legale rappresentanza, è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio. Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici”. II Comune – continua Campese – ha competenza riguardo al trasferimento delle Scuole Primarie nel plesso diverso da quello attuale; il parere espresso dal Commissario Straordinario di codesta istituzione scolastica con Delibera n. 10 del 13.12.2022 – chiude Campese – non è da ritenersi vincolante per il trasferimento della Scuola Primaria “E. Ciafardini” nell’edificio ospitante la Scuola Secondaria di primo grado “N. Scarano”, sito in Via Acquasantianni”. Nel merito, il sindaco Pasquale Corallo, non solo conferma l’inizio del trasferimento della scuola primaria il 22 dicembre prossimo, ma lancia anche una petizione per il prossimo anno sulla settimana corta, “mi trovo costretto a ribadire che l’unico motivo del trasferimento della scuola è quello di natura economica – ha commentato Corallo – e sono meravigliato, oltre che allibito, dal comportamento di una parte dell’opposizione, un comportamento irresponsabile nonostante siano a conoscenza della delicata situazione finanziaria, con un piano di rientro, dovuta all’atto ingiuntivo per l’area industriale. Nel merito, voglio anche ricordare – aggiunge Corallo –   che il sottoscritto e la giunta hanno rinunciato alle indennità per via del piano di rientro, per non infierire maggiormente sulle casse comunali. Dunque, il trasferimento della scuola punta all’ottimizzazione dei consumi, in questo frangente particolarmente precario e instabile dovuto al contesto internazionale. Voglio tranquillizzare e rassicurare i cittadini, noi stiamo facendo tutto secondo le regole, abbiamo acquisito tutti i pareri e le autorizzazioni necessarie al trasferimento, l’ultima pervenuta quella dei Vigili del Fuoco. Sono costretto a tranquillizzare e rassicurare i cittadini, in quanto circolano tante notizie infondate, alterazioni della verità e insinuazioni in merito a questa vicenda e se persistono, saremo costretti ad adire le vie legali: noi ci appelliamo al senso civico dei nostri cittadini. Il dirigente scolastico poi – continua Corallo – ha fugato qualsiasi dubbio, se mai ce ne fossero stati, in merito alle competenze e alla validità di alcune delibere, riportando le cose definitivamente al loro posto. Mi sento di aggiungere – conclude Corallo – che l’edificio di via Acquasantianni è stato messo in sicurezza 4 mesi fa, gli alunni della Primaria avranno una palestra, un palazzetto dello sport, insomma ampi spazi interni ed esterni per la didattica, che prima non avevano. Avranno anche i bagni a sufficienza, ahimè sono costretto a ribadire pure questo, considerato che sono stati messi in dubbio pure i servizi. Ripeto, il trasferimento rispetterà tutte le norme e le prassi, siamo in regola con le autorizzazioni per il benessere dei nostri studenti e per la qualità della didattica, che non subirà alcuna flessione. Rimane, infine, obiettivo della nostra Amministrazione la settimana corta, con l’anno nuovo avvieremo una petizione popolare, chiederemo il consenso, il più largo possibile agli interessati, così da metterci in linea con tante scuole italiane, con tanti comuni molisani, con tante realtà a noi molto vicine, che con successo hanno applicato la settimana corta”.

 

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