Il Mezzogiorno d’Italia è a un passo dalla recessione. Secondo l’ultimo rapporto Svimez, dei 760mila cittadini che nel 2023, per effetto dei rincari di energia e beni di prima necessità, verseranno in condizioni di povertà assoluta, oltre mezzo milione saranno concentrati al Sud.
Uno scenario destinato a divenire ancor più drammatico, secondo l’europarlamentare del gruppo Green Efa, Piernicola Pedicini, con l’abolizione del Reddito di Cittadinanza, tenuto conto che la stragrande maggioranza dei percettori risiede nelle regioni del Meridione”.
Le stime del 49esimo Rapporto Svimez 2022 presentato alla Camera dei deputati sono comunque allarmanti.
Da più parti si invocano politiche di rilancio e investimenti che si concentrino al centro sud. Le risorse ci sono, l’allarme lanciato da Svimez rivela che molte regioni sono a un passo da una bomba sociale.
Oltre ai sindacati e alle associazioni di categoria, anche gli imprenditori manifestano preoccupazione.
La spaccatura con il centro nord destinata ad accentuarsi ancora di più se le previsioni saranno confermate, è il parere del presidente dei costruttori Acem Ance Corrado Di Niro, è resa ancora più evidente dagli effetti dell’annunciata recessione anche nel settore delle costruzioni. Anche se il rapporto descrive un ruolo di traino avuto dall’edilizia al sud grazie ai bonus – ha spiegato Di Niro – le imprese già stanno risentendo pesantemente del blocco del superbonus e dei rincari dei materiali.
Se a stretto giro non saranno riaperte le piattaforme per le cessioni dei crediti edilizi, le conseguenze saranno ancora più disastrose e trascineranno nel baratro imprese e lavoratori, perché questo blocco – ha concluso Di Niro – ha generato una crisi di liquidità ormai insostenibile”.

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