E’ durato un’ora l’incontro tra il presidente della Regione, Donato Toma, e il Ministro della Salute, Orazio Schillaci. Un faccia a faccia nel corso del quale sono stati affrontati i temi più scottanti del comparto Sanità Molise, a partire da quello del Commissariamento in corso ormai da tredici anni. Uno strumento, hanno concordato i due, che non ha dato i risultati sperati e che, al contrario, ha finito per sclerotizzare l’intero sistema. Piena convergenza quindi sulla necessità di chiudere questa esperienza e ripristinare l’ordinaria autonomia amministrativa in capo alla Regione. Va in questa direzione anche l’ipotesi di Decreto Molise, ovvero di un provvedimento capace di azzerare l’attuale debito ma che – hanno concordato i due – sia anche agganciato a una generale revisione dei trasferimenti statali in materia di Sanit. Attualmente sono 600 i milioni che riceve il Molise, una cifra insufficiente rispetto alla quale – questa la stima fatta da Toma – occorrerebbero altri cento milioni. La somma, chiaramente, deve transitare attraverso il riparto nazionale e qui vengono le note dolenti, poiché il fabbisogno complessivo di tutte le regioni è stimato in tre miliardi aggiuntivi rispetto all’attuale somma che lo stato eroga agli annualmente agli enti regionali. Manca al momento un accordo in tal senso col Governo e manca un accordo generale di riparto tra le regioni. Proprio oggi la conferenza delle regioni si riunisce per tentare di fare un passo avanti.

Sempre sul versante economico, ma quello interno di bilancio, dalla operazione di pulizia contabile fatta dal governatore sono emersi altri 41 milioni di euro da coprire, una somma che la Corte dei Conti vorrebbe pareggiata a breve e per la quale Toma ha chiesto aiuto al Ministro per gli affari europei, Raffaele Fitto, chiedendo di poter attingere le necessarie risorse dal Fondo europeo di sviluppo e coesione.

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