Riunione lampo questa mattina della Giunta regionale in vista dell’assestamento di bilancio previsto tra la fine di novembre, o al massimo, nella prima settimana di dicembre. Consiglio regionale quindi fermo per un paio d’ore, il tempo necessario a far trapelare quella che è più di una indiscrezione ma una vera e propria inversione di rotta per quanto concerne la legge elettorale. Possibile un ritorno al passato, con la soglia di sbarramento abbassata nuovamente al 3% per la rappresentanza in Consiglio delle forze politiche dopo che nei mesi scorsi il tetto era stato portato al 5%. A puntare i piedi sono le forze centriste, si parla in particolare dei Popolari per l’Italia, che starebbero lavorando alla nuova modifica in vista delle regionali 2023.

Sul fronte invece delle opposizioni, arriva dal M5S e dal PD uno stop a ipotesi di candidature alla presidenza della Regione che siano espressione della società civile. Andrea Greco e Micaela Fanelli, capigruppo rispettivamente di M5S e PD, ribadiscono la linea già manifestate dai segretari regionali: il prossimo presidente della regione – dicono – dovrà essere espressione della politica. Per Greco, dovrà avere anche esperienza di amministrazione regionale.

Sintonia sul tema anche nel PD, è ora che al vertice della Regione torni una figura politica.

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