Pochi medici e infermieri, turni prolungati, ricorso a medici di altri reparti per fronteggiare le emergenze. Dopo le ripetute criticità finite in cronaca anche negli ultimi giorni, i Nas accendono i riflettori sui Pronto soccorso della regione. Da venerdi scorso i Carabinieri del Nucleo antisofisticazione stanno svolgendo ispezioni mirate nei tre ospedali della regione. Hanno cominciato nel fine settimana dal pronto soccorso del Veneziale di Isernia e hanno proseguito con il Cardarelli di Campobasso e il San Timoteo di Termoli. Sotto la lente dei militari una questione in particolare, quella della carenza di personale, ma anche la gestione dei pazienti positivi al covid. Al momento in molti casi si procede, per tamponare la carenza di medici e infermieri, con il ricorso alle prestazioni aggiuntive che spesso però non sono sufficienti e ovviamente non risolutive. I militari dunque verificano ora la correttezza dei turni di servizio e delle pretazioni aggiuntive, l’utilizzo di medici provenienti da altri reparti, gli straordinari e i turni prolungati. “Abbiamo riscontrato un elevato ricorso alle prestazioni aggiuntive”, hanno già confermato i militari che alla fine dei controlli segnaleranno le criticità alle autorità regionali competenti.

Tutto queste mentre nessuno di candida per andare a lavorare proprio nei pronto soccorso. E’ accaduto anche nei giorni scorsi quando è andato a vuoto il concorso bandito dall’Asrem per cercare 25 medici da assumere a tempo indeterminato e da utiluizzare nella medicina di urgenza. Nessun dei candidati ammessi si è presentato per lo svolgimento delle prove concorsuali e, pertanto, i sei candidati convocati sono stati considerati rinunciatari.

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