Sarà eseguita lunedì, dal professor Luigi Cipolloni, dell’istituto di Medicina legale dell’Università di Foggia,  l’autopsia sul corpo di Rinaldo Di Silvio, l’uomo di 59 anni di Portocannone, deceduto al Pronto soccorso del San Timoteo di Termoli. Un decesso sul quale è stato aperto un fascicolo dalla Procura della Repubblica di Larino, che ha emesso due avvisi di garanzia nei confronti dei due medici del Pronto soccorso che avevano preso in carico il paziente. Un provvedimento a tutela degli indagati e per consentire lo svolgimento delle indagini. L’uomo, che era affetto da diverse patologie, già in passato era stato ricoverato in ospedale per problemi respiratori cronici. Si era sentito nuovamente male mentre era a casa ed era stato subito trasportato con un’ambulanza al San Timoteo, dove era stato sistemato nella zona grigia,per essere sottoposto a tampone rapido molecolare, risultato negativo. Il responsabile del Pronto soccorso era impegnato ad assistere un paziente in codice rosso, mentre il 59enne di Portocannone era in codice arancione e dunque si è dedicato solo al codice rosso per poi lasciare il turno alle 14. Accertata la negatività al Covid, il paziente era stato sottoposto a Tac e agli accertamenti del caso che avevano confermato la presenza di un focolaio broncopolmonare. E mentre i medici decidevano il da farsi, intorno alle 17 sopraggiungeva il decesso. La sorella della vittima, arrivata qualche minuto dopo, ha trovato il fratello ormai privo di vita. Il giorno successivo la famiglia, assistita dall’avvocato Ruggiero Romanazzi, ha deciso di sporgere denuncia, affinché vengano accertate le cause del decesso ed eventuali responsabilità. Subito dopo la celebrazione dei funerali, la salma è stata sequestrata per consentire l’effettuazione dell’autopsia.

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