Luigi Pavone del gruppo di minoranza “Futuro Trivento”: Corallo esce dall’Unione dei Comuni ma resta nel Consorzio industriale. “Con una decisione, come sempre, non condivisa con la minoranza e alquanto autoritaria – scrive il capogruppo di minoranza Luigi Pavone – il sindaco di Trivento ha deciso di recedere unilateralmente dall’Unione dei Comuni, ente di cui Trivento faceva parte da quasi 4 anni ormai. Strano è che per ratificare questa decisione si è convocato un consiglio comunale in seduta straordinaria dopo solo 5 giorni dalla convocazione dell’ultimo consiglio. La motivazione, piuttosto generica, che si apprende dalla proposta di delibera di consiglio, è che “l’amministrazione non ritiene raggiunti gli obiettivi strategici e programmatici dell’Unione dei comuni”. Peccato che da tre anni il Comune di Trivento ha ben tre rappresentanti nell’Unione, compreso il sindaco, e a noi pare che anche da parte loro non ci sia stato molto interesse, tant’è che il sindaco non ha provveduto, in due anni, neanche a convocare un nuovo consiglio comunale per nominare il nuovo rappresentante in seno all’opposizione, dopo che quello che era stato eletto nel Giugno del 2019, subito dopo l’insediamento del nuovo consiglio comunale, era stato dichiarato decaduto perché mai presente ai consigli dell’Unione. A noi appare quanto mai curioso, però, che questa decisione venga ratificata proprio dopo l’uscita di un comunicato “urbi et orbi” del sindaco, indirizzato ai rappresentanti dell’Unione dei comuni (“fuorché uno”, come si precisa nel comunicato, con tanto di faccina sorridente) e a tutti i cittadini dell’intero territorio, nel quale il sindaco ci teneva ad informare così tanti destinatari del fatto che un membro della società APD Trivento, anch’egli sindaco, avrebbe postato una considerazione negativa che “potrebbe riguardare l’operato dell’amministrazione di Trivento”. Molti sospetti lasciano intendere che “l’imputato” sia il sindaco di Sant’Angelo Limosano, nonché, guarda caso, fresco Presidente dell’Unione dei Comuni. Se la decisione fosse stata presa prima del consiglio comunale tenutosi il 2 Novembre, perché non è stata portata in discussione durante quel consiglio ed invece è stata convocata una sessione straordinaria ad hoc del consiglio comunale per ratificare questa decisione, guarda caso dopo il “misfatto”?  Ovviamente si tratta di una decisione politica che non può che maturare dopo attenta valutazione e che comunque non richiedeva l’urgenza di convocare un consiglio ad hoc, quindi o si era già deciso oppure si è deciso dopo l’accaduto. Purtroppo, il nostro gruppo non ha potuto partecipare alla sessione del consiglio comunale per impegni precedentemente assunti quindi non ci è stato possibile approfondire le motivazioni di questa decisione, che ci auguriamo siano altre e con una base concreta. E’, infine, curioso che si decida di uscire, peraltro con queste modalità, da un ente che potenzialmente, anche alla luce dei contributi del PNRR, poteva essere promotore di nuove progettualità condivise tra i comuni aderenti e portare quindi potenziali finanziamenti e progetti di sviluppo del territorio dell’unione, mentre si continua a rimanere nel consorzio industriale Campobasso-Boiano, pur avendo evidenza del fatto che probabilmente questo ci esporrà a nuovi decreti ingiuntivi per ripianare le perdite del consorzio accumulate dopo il 2016, ultimo anno preso in considerazione nel decreto ingiuntivo ricevuto dal consorzio. Per la questione del consorzio industriale sono ormai tre anni, dal nostro insediamento, che chiediamo la convocazione di un consiglio comunale ad hoc (oltre che l’uscita dal consorzio), ma la nostra richiesta viene puntualmente disattesa. È l’ennesima evidenza – chiude Pavone – che l’amministrazione non pensa agli interessi dei cittadini e allo sviluppo del nostro territorio, ma solo a preservare la propria immagine nei confronti dei cittadini, nella ricerca sfrenata del consenso elettorale, ma spesso questo atteggiamento la espone a delle magre figure e ad una condotta poco onorevole dal punto di vista istituzionale”.

 

 

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