I sismografi hanno registrato una magnitudo di 5.7, localizzando l’epicentro in mare tra l’Italia e la Croazia al largo delle Marche.
Ma il sisma, violentissimo e a una profondità di 8 chilometri, quindi molto superficiale, è stato sentito dal Trentino fino alla Puglia, anche ai piani alti delle case in Molise.
Queste sono le immagini della stazione di Ancona, dove sono stati subito fermati i treni della dorsale adriatica per controllare la stabilità dei binari.
In Molise, invece, la situazione è rimasta normale. Qui siamo alla stazione di Termoli, dove un solo treno è stato soppresso, ma nessun viaggiatore ha dovuto allungare i tempi di attesa. Stazione praticamente deserta, come testimoniano le immagini girate a metà mattinata.
Alla prima forte scossa delle 7 del mattino è seguita una replica qualche minuto dopo di entità superiore a 4 di magnitudo, poi lo sciame di una cinquantina di eventi più leggeri.
Al centro di Pesaro e Ancona sono caduti calcinacci dai tetti e la merce dagli scaffali nei supermercati. I sindaci di molti comuni hanno ordinato al chiusura immediata delle scuole, ma non sono segnalate vittime o feriti gravi. Qualcuno si è rivolto ai pronto soccorso per problemi legati al panico e a lesioni provocate durante la fuga dalle proprie case.
“Stiamo nella placca adriatica – ha spiegato Alessandro Amato dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – in quella struttura geologica compatta, rigida, che va dal Mare Adriatico, a partire dalla Puglia, fino sotto la pianura Padana, sotto l’Appennino e arriva fino sotto le Alpi orientali, che trasmette molto bene l’energia elastica. Quindi quando c’è un terremoto lì -ha concluso il sismologo – la propagazione dell’onda è molto efficace e si avverte a distanza molto grande”.

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