Lo scatto di quelle persone sul cosiddetto ponte di Annibale racconta, prima di tutto, lo scarso senso civico di chi preferisce un selfie ricordo su un ponte millenario, alla salvaguardia di un reperto antichissimo.
Poi, solo raramente questo ponticello ad arco, sotto il quale verosimilmente passava il Biferno, viene fuori per intero.
E’ il segnale che la siccità che ha colpito il centro sud Italia in particolare è davvero preoccupante. La barra delle previsioni del tempo si sposterà su pioggia nel fine settimana. Gli esperti dicono che la perturbazione in arrivo dovrebbe segnare la fine di questo inizio autunno che pare estate.
Il lago di Guardialfiera, tuttavia, è praticamente secco. In pratica l’imbocco dell’invaso parte da quella che venne chiamata Collina Pavesi, prendendo in prestito uno dei marchi più famosi di autogrill, perché sembrava che proprio su quella collina fosse destinata a sorgere una stazione di sosta.
Ma come la gran parte dei progetti che hanno messo al centro il lago è finito nelle secche. Per anni si è parlato di campo per le gare di canottaggio, le aree pic nic che erano previste dopo il rimboschimento non sono mai nate, e quindi sul piano dello sviluppo turistico l’invaso artificiale ha prodotto quasi zero.
La diga, invece, ha un compito molto più importante: distribuire l’acqua alla zona a valle sia per uso potabile che per quello irriguo.
Entrambi i servizi vanno in crisi quando non piove per lunghi periodi, come il caso di quest’estate prolungata.
Ultima annotazione. La recente bretella costruita e aperta per aggirare il primo dei due viadotti che attraversano il lago, di fatto ha ridotto quasi di un terzo la capacità dell’invaso. E’ del tutto evidente che la presenza della strada non consente di riempire al massimo il lago. Almeno fino a quando andranno avanti i lavori di consolidamento del viadotto. Dall’altra parte della diga, da anni, gli agricoltori e i cittadini che subiscono il razionamento dell’acqua, chiedono una gestione più razionale.

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