Sono passati 20 anni da quel terribile 31 ottobre 2002. Quante cose la vita ci ha riservato in questi lunghi anni, eppure la tragedia di San Giuliano pare si sia cristallizzata a quel giorno nefasto. Nella memoria di ognuno vive il ricordo di quelle lunghe ore alla ricerca disperata dei piccoli alunni, intrappolati in un destino crudele. Sono forgiate nell’anima e nella mente di chi sopravvive le voci, gli ultimi aneliti di vita, le urla di dolore, la polvere, le manine che non stringevano più. Restano impresse nella memoria le immagini strazianti dei Vigili del fuoco instancabili, dei cittadini che scavavano a mani nude per non perdere neppure un secondo prezioso. É un ricordo troppo doloroso quello dei racconti. É impossibile non rammentare con un grido innaturale quei teli bianchi, troppo piccoli per asciugare le lacrime di genitori disperati.
É una ferita difficile da rimarginare. Nessuno ha la possibilità di restituire ai 27 angeli e alla maestra Carmela il soffio della vita. Possiamo, però, far sì che tragedie come questa di San Giuliano non accadano mai più. É di diversi giorni fa la notizia di un’ennesima disgrazia sfiorata, in un ateneo. Pochi minuti e avremmo nuovamente pianto giovani vite. Non devono più accadere drammi come quello di San Giuliano di Puglia o quello dell’Aquila. É dovere delle Istituzioni garantire la sicurezza nei luoghi pubblici, nelle scuole, nelle università. Occorre incentivare la cultura della prevenzione, adottando misure serie e di concreta attuazione. Non servono slogan strappa applausi o frasi ad effetto sui social, utili solo a racimolare click, urge una politica più vicina alle esigenze dei cittadini.

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