In base alle previsioni, a breve verrà pubblicato un report del Politecnico di Milano che evidenzierà un dato poco piacevole: il calo dello smart working e la costante decrescita del lavoro agile. Un vero peccato, considerando che l’Italia sembrava oramai essersi collocata sui binari giusti, anche se più per costrizione che per scelta.
Questo fenomeno rappresenta anche un problema per il pianeta e per l’ambiente, dato che – come immediata conseguenza – le emissioni di CO2 torneranno a salire.
Vediamo di approfondire questo argomento.

La correlazione tra il rientro in ufficio e l’aumento delle emissioni

Con la decrescita dello smart working, e con il rientro in ufficio dei dipendenti, le emissioni di CO2 nell’atmosfera tornano a salire. C’è una correlazione tra i due fenomeni che in realtà è piuttosto semplice da spiegare. In primo luogo, con la
riduzione del lavoro agile aumentano gli spostamenti in auto o con i mezzi pubblici, per raggiungere l’azienda. Inoltre, il rientro in ufficio comporta la presenza di un maggior numero di persone nello stesso spazio, che richiede quindi un utilizzo
maggiore degli impianti di climatizzazione e di riscaldamento.
In breve, si può affermare che il calo improvviso dello smart working ha un impatto negativo sull’ambiente e sul clima. Lo si capisce già oggi, considerando che l’inizio di questo fenomeno di “rientro” ha già avuto un impatto visibile sulla crescita dei livelli di inquinamento nelle città italiane, legata all’aumento delle emissioni di CO2, che complica ulteriormente il raggiungimento degli obiettivi sul clima dell’Agenda 2030. Inoltre, è bene specificare che lo smart working non farebbe bene soltanto all’ambiente e ai dipendenti, ma anche alle stesse aziende, che così potrebbero risparmiare parecchio sui consumi energetici.

Lo smart working e il minor impatto ambientale delle aziende

Come anticipato poco sopra, le aziende sarebbero tra le prime realtà ad ottenere dei benefici tangibili dall’adozione dello smart working. Il vantaggio più immediato ed evidente è la riduzione dei consumi energetici per l’illuminazione, il riscaldamento e gli impianti di condizionamento.
Naturalmente si può essere più sostenibili anche senza lo smart working, sebbene sia più complesso riuscirci. Per ridurre ulteriormente le emissioni, esiste la possibilità di affidarsi a diverse compagnie che propongono una serie di offerte di energia elettrica per le aziende, le quali si adattano ad ogni esigenza e forniscono corrente elettrica prodotta da fonti totalmente rinnovabili. In tal caso, combinando questa soluzione con il lavoro agile, si otterrebbe un risultato davvero coerente con
la tutela del pianeta e delle sue risorse.

Come detto, il lavoro agile porta dei benefici anche ai dipendenti. Innanzitutto, consente di ridurre il problema del pendolarismo e lo stress che questo comporta. In secondo luogo, offre una maggiore libertà nell’organizzazione del proprio tempo. Infine, permette di trascorrere più tempo con la propria famiglia e con i propri cari.

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