Quest’anno in occasione della Giornata Mondiale Contro l’Ictus il tema lanciato dalla World stroke organization è: “Minutes can save the lives” ( i minuti possono salvare le vite ). Infatti la finestra temporale per la trombolisi sistemica nell’ictus ischemico è di 4,5 ore, superate la quali non è più possibile essere trombolisati. La trombolisi consiste nell’iniettare un farmaco trombolitico che scioglie il trombo che ha provocato la occlusione del vaso. Questo comunque riguarda il passato. Oggi la finestra temporale è cambiata. Si interviene con la trombectomia meccanica, anche dopo le 4,5 ore e a volte fino a 24 ore dall’ictus, grazie all’imaging neuroradiologico TC e RMN che riesce a valutare la zona di penombra, cioè la zona del cervello che è ancora possibile salvare. La trombectomia meccanica consiste nell’estrazione del trombo che ha provocato la ostruzione del vaso con procedure di neuroradiologia interventistica, mediante cateterismo dell’arteria femorale o radiale, che sotto controllo angiografico raggiunge il vaso cerebrale occluso ed estrae il trombo, ripristinando la circolazione cerebrale.
In Italia l’ictus è la terza causa di morte e la principale causa d’invalidità.
Attenzione ai sintomi: perdita della sensibilità o di forza in un lato del corpo o del viso, paralisi di un lato del corpo o del viso, perdita della vista nel campo visivo sinistro o destro, visione sdoppiata, difficoltà del linguaggio o della articolazione delle parole, vertigini, vomito e perdita della coscienza, mal di testa improvviso e intenso senza causa apparente.
Se voi stessi o una persona vicino a voi avverte questi sintomi chiamate immediatamente il 118.
In Italia si verificano 150.000 casi di ictus all’anno, di cui circa la metà dei sopravvissuti rimane con esiti invalidanti. Con la trombolisi e la trombectomia meccanica si può cambiare lo scenario.

Dr. Licio Iacobucci

Già Direttore UOC Radiodiagnostica Ospedale Cardarelli CB

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