Le note di “Più su” di Renato Zero, palloncini colorati verso l’alto e un lungo, forte, applauso per l’ultimo, commosso saluto, nella chiesa di San Giovanni Battista, al cimitero, a Campobasso, che in tanti hanno voluto tributare ad Andrea Tiberio, strappato all’affetto di famiglia e amici troppo presto, a soli a 46 anni a causa di un incidente in moto a La Spezia, dove da anni lavorava.

Dopo un lunghissimo ricovero in rianimazione, 27 giorni, il suo grande cuore ha smesso di battere. Quel cuore, come sottolineato nell’omelia da don Franco D’Onofrio e dai i suoi tantissimi amici, capace di contenere e dare sempre amore a chi lo circondava. Quegli amici che si sono stretti forte al dolore della mamma, della famiglia. Un dolore che hanno scelto tenere lontano dalle telecamere. Tornava spesso nel suo Molise, a Campobasso, Andrea. La sua passione per la musica, il karaoke e per i motori, lo slalom. La chiesa del cimitero a Campobasso piena. Molti anche fuori. Gli occhi lucidi. Chi lo conosceva, ha voluto essere presente per salutare, l’ultima volta, Andrea “capace di donare entusiasmo, sorrisi,a chi lo viveva”, è stato ricordato.

Il lungo applauso anche all’uscita del feretro dalla chiesa. Un dolore immenso, ma sempre composto. “Andrea – per gli amici che lo hanno accompagnato nell’ultimo viaggio terreno – resta per sempre nei cuori di chi lo ha amato, il suo sorriso, la sua vitalità, entusiasmo, accompagneranno chi lo ha conosciuto. Nessuna lacrima potrà cancellare tutto questo”.

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