Prima Camera di Consiglio in Tribunale a Campobasso, davanti al Giudice per le indagini preliminari Roberta D’Onofrio, per una delle inchieste sulla gestione dell’emergenza covid in Molise. L’udienza si è resa necessaria in seguito all’opposizione del presidente del comitato dei familiari delle vittime del Covid, Francesco Mancini, alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura. Il fascicolo è quello aperto dopo la denuncia presentata da una cittadina, Camilla Caterina, che segnalò possibili irregolarità nel numero dei posti letto di terapia intensiva, nelle modalità di comunicazione dei dati inerenti i posti di terapia intensiva al Ministero della Salute al fine dell’inserimento della regione nelle varie fasce di colore e la mancata attivazione della procedura Cross. La Caterina nella sua denuncia aveva portato l’esempio del decesso di una paziente, morta dopo oltre 30 ore di attesa al Pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Campobasso. In quel caso non c’era stato né il ricovero nel reparto di Terapia Intensiva né era stata attivata, in alternativa, la procedura d’urgenza per il trasferimento in altre strutture sanitarie fuori regione.

Il 4 gennaio scorso la Procura aveva avvisato le persone offese, e tra queste il Comitato Verità e dignità per le vittime Covid, della richiesta di archiviazione. Sia Camilla Caterina che il Comitato delle vittime si sono opposte.

La Procura ha deciso di riconsiderare le argomentazioni sostenute dagli avvocati Iacovino e Ruggiero, legali del Comitato, e ha stralciato la questione dell’ipotizzato omicidio colposo incardinando un separato e autonomo procedimento. All’udienza dopo oltre due ore di discussione il Gip si è riservato la decisione.

Il Comitato – in una nota – ha espresso soddisfazione “già per il fatto che le indagini vadano avanti, con attivazione di autonomi procedimenti, a seguito della rivalutazione degli argomenti puntualizzati nelle denunce e negli atti di opposizione”.

Sempre il Comitato ha presentato 4 esposti, che saranno oggetto di discussione nella camera di consiglio già fissata per il 24 gennaio del prossimo anno a seguito di opposizione a richiesta di archiviazione. Allo stato attuale

risultano diversi stralci e procedimenti autonomi incardinati e inerenti: il ritardo nella tempistica di realizzazione della Torre Covid; la carenza di alcune figure professionali, le criticità di funzionamento dell’impianto di ossigenoterapia. Risultano inoltre incardinati 20 procedimenti per fatti di omicidio colposo legati al Covid e 6 procedimenti per fatti di epidemia colposa legata al Covid.

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