Fumata nera per il Consiglio regionale del Molise. L’assise tornerà a riunirsi solo il prossimo 27 settembre, a campagna elettorale finita, accantonando come se non esistessero una serie di questioni urgenti come il caro bollette. A decidere lo stop più lungo di tutta la storia politica molisana, è stata la Conferenza dei Capigruppo presieduta dal primo inquilino di Palazzo D’Aimmo, Salvatore Micone. Nei giorni scorsi dal versante delle opposizioni, PD e M5S, si era levata la richiesta di un consiglio che mettesse all’ordine del giorno le mozioni presentate rispettivamente dalle due forze politiche tese ad impegnare il governo regionale sul fronte degli aiuti a famiglie e imprese per sostenere il caro bollette e la crisi energetica.

Nulla di fatto, come se la campagna elettorale sospendesse le questioni aperte. Fatto reso ancora più grave dall’esempio che arriva in vece da Roma, di un Parlamento che per un giorno sospende la campagna elettorale e torna a riunirsi prprio per adottare una serie di misure a contrasto dell’emergenza in corso.

Come fossero pescherecci, gli inquilini di palazzo D’Aimmo restano invece alla fonda, un fermo biologico inspiegabile posto che a crescere sul fondale marino del Molise non è un prezioso patrimonio ittico ma una serie di vulcani destinati ad esplodere il prossimo autunno. Unica strada per imporre una riunione dell’assise, è la richiesta di convocazione straordinaria che proprio M5S e PD possono ottenere sommando le proprie forze.

Diversamente, considerando che altri due mesi di stop precederanno le elezioni regionali di primavera, è verosimile credere che la legislatura sia giunta al capolinea.

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