Sono state ancora ventiquattro ore di ulteriore delusione per quei pochissimi tifosi rossoblu che speravano nella riammissione in serie D tramite il tar del Lazio. Gesuè ha stabilito una specie di record nella sua lunga battaglia legale, quella di perdere per cinque volte consecutive con sentenze di rigetto motivate nel dettaglio di cui due dal Tar del Lazio. E ora? La domanda piu’ frequente delle ultime ore.
Dopo il fango buttato da Gesuè sulla società rossoblu, riecco la discesa di due categorie. Il Campobasso verrà rappresentato dalla società del 1919. E’ l’unica alternativa giunti al nove settembre. Nel tardo pomeriggio di ieri il comunicato del gruppo del socio americano del Campobasso Matt Rizzetta che fa dietro front rispetto al suo intento iniziale di defilarsi nel caso di ricorso al tar dell’azionista di maggioranza, cosa avvenuta. Leggiamo interamente il comunicato:
“La NSG comunica che, nonostante avessimo deciso di non procedere con interventi diretti qualora ci fosse stato il ricorso al TAR, l’amore verso questa città nonché i messaggi ricevuti in questi giorni da tutti coloro che, sparsi nel mondo, amano Campobasso, ci hanno spinto a non abbandonarla nel momento del bisogno. Pertanto abbiamo avviato i contatti con una squadra locale per cercare di risollevare le sorti del calcio Campobassano e riportarlo dove merita con un progetto ambizioso e pluriennale. Siamo fiduciosi sul buon esito della vicenda e forniremo tutti i dettagli a tempo debito.”

Rizzetta rilancia le sue ambizioni a Campobasso. Pare che nelle ultime ore quest’ultimo abbia allacciato contatti con l’imprenditore casertano Rispoli, proprietario del Campobasso 1919 per studiare un progetto che punti nuovamente alla quarta serie. Certo è che di fatto per il Campobasso si tratta di un salto del gambero di due categorie. Un film uguale già accaduto nel 2013 quando dalla serie C di Capone si passò in due mesi al ritorno in eccellenza. La storia, purtroppo, torna a ripetersi.
In questo momento urge pensare al futuro e buttarsi alle spalle la negativa gestione Gesuè. La società continua a tenere in mano la liquidità derivante dalla vendita di settecento abbonamenti avvenuta nel mese di maggio con largo anticipo rispetto all’inizio del torneo. Grandissima la scorrettezza di Gesuè e De Francesco che continuano a trattenere indebitamente le somme. Sui social piu’ di un tifoso sottoscrittore ha ventilato anche ipotesi di class action per ri ottenere il dovuto. Altri, invece, mantengono un atteggiamento piu’ rassegnato. In definitiva, Gesuè e De Francesco sono in possesso di cifre non di loro proprietà. Recentemente il sindaco di Campobasso è riuscito ad interloquire con Gesuè e lo ha sollecitato sulla restituzione. Sarebbe utile che, in qualità di primo cittadino del capoluogo, reiterasse l’appello essendo uno degli interlocutori reali del soggetto di Varese che spesso tende a rendersi irreperibile con i tanti creditori che la società del Campobasso ha. La vicenda, ormai, ha perso sensibilmente pure di dignità.

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