Giornata interlocutoria sul versante delle candidature. Segno che larga parte dei partiti e movimenti in corsa per le politiche del 25 settembre sono ancora in fase di rifinitura di liste e nomi. In Corte d’appello a Campobasso, nel primo dei due giorni utili, si sono presentate soltanto due formazioni per la consegna delle liste. Italia Sovrana e Popolare e il Movimento 5 Stelle.

I primi hanno consegnato documenti e liste all’apertura dell’ufficio elettorale. Questi i nomi che correranno per Italia Sovrana e Popolare. Senato Nicola Lanza all’uninominale e Nicola Frenza al proporzionale. Alla Camera, Giovanni Muriello all’uninominale; Stefano D’andrea e Valeria Soru, invece, al proporzionale.

Secondo e ultimo raggruppamento della giornata, il Movimento 5 Stelle. In pista per il Senato ci sono Ottavio Balducci al Maggioritario e Marica del Mirto al proporzionale. Alla Camera, Riccardo di Palma al maggioritario; Anna Maria Belmonte e Pasquale Casmirro al proporzionale.

Entro le 20 di lunedì sera arriveranno tutti gli altri, a partire dal PD che ha già definito la propria griglia di nomi con Rossella Gianfagna al senato Maggioritario e Giuseppe Cecere al Proporzionale; Alla Camera, invece, i Dem Presentano Alessandra Salvatore al maggioritario, Caterina Cerroni e Vittorino Facciolla al proporzionale. Certa anche la candidatura dell’uscente Giuseppina Occhionero per il polo Calenda – Renzi e sempre per la medesima formazione Luigi Valente al senato proporzionale. Nel centrodestra sicuri anche i nomi di Filomena Calenda al proporzionale Camera con i centristi di “Noi moderati” che vedono come candidato di coalizione al maggioritario per Montecitorio Lorenzo Cesa. L’altro nome al proporzionale camera dovrebbe essere quello di Armandino D’Egidio, mentre sempre al proporzionale, ma al senato, il nome in corsa è quello di Nicola Cavaliere.

Proprio sul Senato si registrano fibrillazioni continue nel centrodestra. Motivo della discordia è la possibile candidatura al maggioritario del presidente della Lazio, Claudio Lotito, caso che ha portato il presidente del Consiglio regionale, Salvatore Micone, a chiamarsi fuori dalla partita. E’ una scelta inaccettabile che penalizza il Molise, dice l’esponente dell’Udc.

Alle 20 di lunedì calerà il sipario su questa fase caotica che ha tenuto banco tutta l’estate e, finalmente, sapremo chi e come sarà a contendersi i quattro seggi del Molise.

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