Gestire, controllare e, soprattutto eliminare la peste suina africana. E’ l’obiettivo del piano di interventi urgenti per il quale c’è il via libera della Regione. Uno strumento a lungo sollecitato che è valido 5 anni e si applica all’intero territorio regionale compresi Parchi, oasi di protezione, territori di caccia, aree urbane. Si tratta di una integrazione dei Piani di controllo selettivo approvati. Considerata l’emergenza si vuole anche proteggere le aziende zootecniche e gli allevamenti suini dal rischio del virus della cosiddetta Psa con il riscontro rapido dell’infezione.
Il piano vuole anche essere uno strumento per intervenire sull’emergenza cinghiali. Infatti tra gli obiettivi c’è la riduzione del numero di questi animali considerando il ruolo epidemiologico che hanno nella propagazione della malattia.
Nell’ambito dei Piani di gestione regionali della fauna selvatica è prevista, infatti, la possibilità di ricorrere a iniziative per ridurre i cinghiali almeno dell’80% in cinque anni. “Un obiettivo – ha detto il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Vittorio Nola – che andava perseguito già da qualche anno, mentre si è perso tempo prezioso. E’ stato finalmente approvato il Piano di gestione della fauna selvatica che sollecitavo da tempo” ha continuato, commentando poi il ricorso respinto presentato dalla Regione. “Che in Italia la proliferazione degli ungulati sia ormai fuori controllo è un dato di fatto. Così come era abbondantemente prevedibile – ha spiegato Nola – che la Regione avrebbe dovuto pagare, con tanto di interessi, i danni causati agli agricoltori. E ora alla beffa si aggiunge il danno: non solo non si è provveduto immediatamente a risarcire le aziende danneggiate dai cinghiali, ma si è tentato di aggirare il problema. Il risultato? Spese legali aggiuntive per opporsi alle legittime richieste di risarcimento, più i costi dell’Appello, ma il diritto degli agricoltori resta in piedi. Il titolare della delega all’agricoltura – ha concluso Vittorio Nola- ha preferito cercare capri espiatori, il Ministro Patuanelli su tutti, salvo poi correre ai ripari, ad emergenza già scoppiata, con soluzioni tampone e non concertate a dovere”.

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