La disfatta di Gesuè si è concretizzata alle 13.05 di questa mattina, il sito del Tar del Lazio ha riportato in modo ufficiale il respingimento del ricorso da parte del Campobasso calcio in merito alla esclusione dalla serie C decretata dalla Covisoc prima, poi dal Collegio Federale della Figc e dal Coni. Il Campobasso sparisce dal calcio professionistico e anche dalla serie D al momento, in attesa di ulteriori sviluppi. Il Tribunale ha rigettato il ricorso toccando dei punti focali che andiamo a leggere in modo testuale: primo punto, i debiti tributari, a fronte dei quali sono state indirizzate alla società le comunicazioni di irregolarità da parte dell’agenzia delle entrate, non hanno avuto seguito ne con integrale corresponsione delle somme dovute ne ponendo in essere la procedura di rateazione, ossia versando l’importo della prima rata entro il termine previsto dalla legge. Secondo punto, non vanno tenute in considerazione le tesi della società volte a dimostrare di aver voluto spontaneamente regolarizzato la propria posizione prima della scadenza del 22 di giugno. Terzo punto, il Tar ribadisce l’orientamento giurisprudenziale che valorizza l’esigenza di certezza posta alla base del Manuale delle Licenze che implica il carattere formale delle relative prescrizioni anche sul punto delle scadenze per assicurare la par condicio con tutte le altre società. (come a dire tutti in regola il Campobasso no). Punto quarto: la rateazione spontanea non può essere intesa neanche in via interpretativa nel contesto del procedimento sportivo, in quanto si risolverebbe in un pregiudizio per la certezza formale. Punto quinto: non può essere accolta la pretesa, avanzata in via subordinata di iscrizione in serie D, previa declaratoria di illegittimità dell’articolo 53, lodo Petrucci, per carenza di interesse non essendo stata avviata la procedura.

In queste parole c’è la fine del calcio campobassano almeno sotto l’egida di Gesuè. Avremo tempo e modo di fare tutte le analisi del caso, e approfondire al massimo quello che è stato e quello che sarà da domani. Diremo sicuramente che ancora una volta, nonostante parere di legali, professionisti, esperti del settore, l’attuale società ha buttato fumo negli occhi alla piazza nascondendo i reali problemi e la verità di questo ultimo mese. Il reggente della società, anzi l’ex reggente a questo punto, è invitato a fare le valigie una volta per tutte da Campobasso, ma prima attendiamo un gesto dignitoso, da uomo, da persona vera che come ha saputo raccontare fiabe negli ultimi due mesi, abbia il coraggio di saldare tutte le spettanze ai suoi ex lavoratori, ai suoi ex fornitori e a tutti gli abbonati. Un popolo di oltre 700 persone che ha creduto in lui, nel Campobasso e nel programma stilato per la stagione 2022/2023, un vago ricordo ormai di quello che secondo Gesuè doveva essere l’anno sportivo per alzare l’asticella del club. Ora caro Mario restituisci i soldi a tutti, e gentilmente non farti più vedere a Campobasso, in compagnia ovviamente dell’amico di merende Raffaele De Francesco.

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