La salute è quanto di più universale e “democratico” esista al mondo, se non altro perché senza tale indispensabile condizione non può esistere la vita per tutto indistintamente il genere umano, per gli animali, per l’habitat e la natura nel suo complesso. Tuttavia e paradossalmente, varie ideologie e innumerevoli egoismi tendono a menomare o addirittura a negare tale diritto-dovere. E, per quanto riguarda il nostro pianeta, è ormai scientificamente provato che la sua salute è così gravemente compromessa da rischiare, da qui a qualche generazione, l’invivibilità e persino il suicidio che potrebbe essere pure causato dalla proliferazione di ogni tipo di armi.

Lavorare alacremente affinché le condizioni generali di salute migliorino in ogni parte del mondo è il primo obiettivo del “Partito della Salute” che Domenico Lanciano, già fondatore nell’ottobre 1993 dell’Università delle Generazioni, intende proporre a chi è più sensibile a tali temi e a chi si vuole impegnare con forte motivazione, pure organizzativamente, in una missione così tanto urgente per la sopravvivenza individuale e collettiva. Non c’è assolutamente tempo da perdere!

Come ha chiaramente espresso nell’intervista rilasciata a Telemolise, Domenico Lanciano insiste affinché sia prioritaria la ricerca scientifica per debellare innanzitutto le malattie, specialmente quelle più gravi e tumorali che devastano le persone ma pure le loro famiglie. Salute significa essere in armonia con sé stessi e con gli altri, per cui il lavoro e l’impegno socio-esistenziale è un diritto-dovere.

In particolare, per quanto riguarda la situazione nazionale e regionale italiana, il “Partito della Salute” auspica il riordino efficiente in termini più democratici e territoriali dei servizi socio-sanitari ed ospedalieri, decurtati in modo così drastico da creare più morti e meno aspettative di vita specialmente nelle periferie e per i soggetti più fragili ed indifesi. Se ci saranno adeguate adesioni il “Partito della Salute” potrebbe essere operativo ed in lista già alle prossime elezioni comunali, regionali ed europee. E, se entrerà in Parlamento nel 2027, chiederà di inserire il diritto-dovere alla salute nel primo articolo della Costituzione Italiana, assieme al “lavoro”, con i conseguenti provvedimenti davvero operativi e democratici, pure lungimiranti ed equi.

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