Aldo Patriciello verso la candidatura al senato alle prossime elezioni politiche del 25 novembre. La possibilità, esclusa in un primo momento dallo stesso interessato, è tornata con forza alla ribalta per via delle pressioni romane sull’eurodeputato. Convocato oggi a Roma dal Coordinatore nazionale, Antonio Tajani, Patriciello scioglierà a stretto giro la sua riserva, legata esclusivamente ad altrettante pressioni, di segno opposto, che arrivano dal Partito Popolare Europeo che intenderebbe mantenere a Bruxelles parlamentari di comprovata e lunga esperienza. Ma è a questo punto, quella europea, una ipotesi meramente di scuola. Fonti accreditate danno Patriciello ormai per certo in campo per la sfida di fine settembre.

Conti alla mano, con la sua candidatura Forza Italia trascinerebbe l’intera coalizione di centrodestra in Molise e lo stesso partito berlusconiano risulterebbe con ogni probabilità quello più forte dello schieramento. Con l’eurodeputato in campo, Lega e Fratelli d’Italia farebbero fatica a stargli dietro.

La novità è destinata a ridefinire ipotesi di candidatura che fino a ieri erano in campo. Salterebbe ad esempio lo schema per Filoteo Di Sandro di Fratelli d’Italia. Il Coordinatore regionale di Giorgia Meloni potrebbe però essere recuperato sempre su Palazzo Madama ma al collegio plurinominale. Stessa ipotesi per il Coordinatore regionale della Lega, Michele Marone.

Cambierebbe anche il posizionamento di Annaelsa Tartaglione. La coordinatrice regionale di Forza Italia era accreditata per un seggio maggioritario alla Camera ma al momento è difficile pensare che il riparto romano di coalizione possa consentire a Forza Italia di coprire in Molise su caselle su quattro. Prenderebbe quindi quota l’ipotesi di una candidatura fuori regione per la coordinatrice regionale dei forzisti.

Sull’alleanza di centrodestra, pende però la spada di Damocle Niro. Il coordinatore regionale dei Popolari per l’Italia rivendica spazio per i centristi, forza determinante, dice, e paventa di correre da solo in caso di mancato accordo di coalizione.

Sul campo opposto, in casa PD è pressoché fatto l’accordo Facciolla Fanelli. Il segretario regionale correrà per la Camera dei deputati al proporzionale (posto sicuro anche questo) mentre la capogruppo in regione attenderebbe il giro di primavera per la candidatura a governato.

Da registrare, infine, l’addio del senatore Ortis alla politica romana. Non mi ricandido, dice, e torno alla vita normale.

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