Era la notte di Natale. Campobasso sconvolta per un delitto proprio la notte del 25 dicembre. Gianni De Vivo al culmine di una lite per motivi legati alla droga uccide, in via Giambattista Vico ,Cristian Micatrotta. Sono passati sei mesi da quell’omicidio e la Procura del capoluogo, con il sostituto Elisa Sabusco, ha chiesto una proroga delle indagini. Serviranno altri sei mesi per concludere il lavoro e arrivare dunque alla chiusura delle indagini, primo passaggio decisivo per la vicenda del delitto del giovane campobassano. La richiesta di proroga si è resa necessaria in particolare perché non sono state ancora depositate tutte le perizie degli esperti. Ne sono state effettuate diverse su abiti, arma, telefonini. La documentazione più attesa è proprio quella sugli smartphone e sul contenuto dei messaggi che i protagonisti della lite, poi finita in tragedia, si scambiarono quella sera prima di incontrarsi. De Vivo sei mesi dopo il delitto è recluso nel carcere di Campobasso. E’ stato sentito una sola volta dal magistrato il 31 gennaio scorso. In quella occasione disse che il diverbio tra lui e uno dei tre con i quali poi litigò in strada era nato perché quella stessa sera, intorno alle 19 e proprio nella stessa strada dove poi avvenne il delitto, uno di loro gli avrebbe venduto un quantitativo di cocaina ma quando poco dopo aprì l’involucro dentro non trovò nulla. Per questo iniziò a telefonare sostenendo di essere stato raggirato. Dall’altra parte qualcuno lo rassicurò. Venne quindi fissato un appuntamento in strada, quello stesso appuntamento che poi finì in tragedia.

 

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