Un anno, quando le cose vanno per il verso giusto. Tanto è il tempo che un’Amministrazione pubblica impiega per liquidare i fornitori, o più in generale per sbloccare un pagamento. Ritardi che si ripercuotono sui bilanci delle attività commerciali, falcidiate lo scorso anno soprattutto dalla restrizioni del Covid ma anche da crediti che diventano inesigibili.
In Molise nei primi 5 mesi del 2022 si sono registrati 13 fallimenti di attività commerciali, 12 in meno rispetto allo stesso periodo del precedente anno.  E’ quanto emerge da uno studio della Cassa degli artigiani di Meste su dati della Camera di commercio.
Di questi, 9 si sono registrati in provincia di Campobasso, nel 2021 i fallimenti erano stati 18 nel 2021, in quella di Isernia, lo scorso anno.
Sebbene a livello nazionale il numero dei fallimenti negli ultimi due anni non sia particolarmente elevato – fanno sapere dalla Cgia – “il rischio che dal prossimo autunno torni ad aumentare in misura preoccupante è molto elevato. Tra il deterioramento del quadro economico generale, ascrivibile al caro energia e ai costi esorbitanti del carburante e all’impennata dell’inflazione – spiegano dall’associazione degli artigiani – l’impossibilita’ di cedere i crediti acquisiti con il superbonus 110 per cento e i mancati pagamenti della Pubblica Amministrazione nei confronti dei propri fornitori, molte imprese e attività commerciali e rischiano di dover portare i libri in tribunale. Con una specificità tutta italiana: per molte di queste imprese la chiusura definitiva non sarà causata dall’impossibilita’ di pagare i propri debiti, ma per crediti inesigibili, ovvero per insolvenze in grandissima parte imputabili alle inadempienze della Pubblica Amministrazione.

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